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Legalità forense

Giovedì 4 luglio 2019 il Gruppo regionale del Movimento 5 Stelle Piemonte ha chiesto al Consiglio regionale Piemonte l’istituzione di una commissione per la promozione della legalità e il contrasto dei fenomeni mafiosi

Legalità forense

Per il Gruppo regionale Movimento 5 Stelle, il Piemonte ha necessità di tali strumenti, lo dimostrano le molteplici inchieste e sentenze che riguardano le infiltrazioni di fenomeni di natura mafiosa nel tessuto sociale e imprenditoriale della Regione. Fatta questa premessa, che ovviamente condivido, spostiamo il focus sul Consiglio Nazionale Forense. 

La legge n. 247/2012, all’art. 34, parlando del Cnf, prevede le seguenti norme:

I suoi componenti non possono essere eletti consecutivamente più di due volte.

Non può appartenere per più di due mandati consecutivi allo stesso Ordine circondariale il componente eletto in tali distretti. La legge professionale forense n. 247/2012, all’art. 24, parlando del CNF e degli Ordini circondariali, prevede:

Sono soggetti esclusivamente alla vigilanza del Ministro della Giustizia.

Attualmente sono ben dieci i componenti del Consiglio Nazionale Forense, ivi compreso il suo presidente, eletto all’unanimità, che violano le norme indicate, contenute nell’art. 34 l. n. 247/2012.

Altrettanta situazione caotica nei singoli COA, sparsi sul territorio.

Domanda: Perché il Ministro della Giustizia, che conosce questa situazione, non interviene?

Sulla questione si sono già pronunciate, prima le Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione e, più recentemente, la stessa Corte Costituzionale eppure poco o nulla è cambiato.

Ma l’avvocato in Costituzione lo vogliamo davvero su tali premesse?

Dulcis in fundo: ho letto il bilancio d’esercizio chiuso al 31.12.2018 delle Edizioni Diritto e Ragione srl, editrice del “Dubbio” il giornale voluto dal CNF.

Anche per il 2018 chiude con una perdita d’esercizio di € 645.415,00, in lieve riduzione rispetto al 2017, dove la perdita era stata di € 690.888,00.

In totale il Dubbio ha 14 dipendenti, tra i quali un dirigente, due quadri, e 11 impiegati. Si prevede un pareggio di bilancio non prima del 2021.

Penso che il Dubbio dovrebbe essere chiuso anche perché, dopo la sentenza a Sezioni Unite della Cassazione n. 17118/19 del 26 giugno scorso, sussiste la giurisdizione della Corte dei Conti e l’ipotesi del danno erariale è niente affatto peregrina.

 

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