La politica si è ridotta ad amministrazione dell’esistente
La politica rincorre il consenso, dimentica i valori e sacrifica la coerenza sull’altare della comunicazione.
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Nell’era post ideologica il politico si è trasformato in un amministratore dell’esistente che non deve mai preoccuparti di essere coerente. Di questi tempi la televisione e i social sono implacabili nel far vedere ciò che il politico diceva urlando qualche anno fa e ciò che dice oggi, esattamente il contrario, senza nemmeno un moto di disagio. Maurizio Lombardi ha firmato “Politikè” in libreria che merita di essere meditato. Afferma che oggi il politico comunica solo sui social network perché se non compari sul web non esisti. La tv ti rende famoso, i giornali ti danno credibilità, i social ti permettono di parlare direttamente alla gente senza confini. Oggi il politico cerca solo la migliore comunicazione, a prescindere dai contenuti, per acquisire il consenso. Chi le spara più grosse riscuote l’applauso e forse anche per questo, aggiungo io, l’analfabetismo funzionale è dilagante, anche tra i laureati.
Nel suo “Protagora” il filosofo Platone, dato che gli uomini all’epoca vivevano ancora dispersi e senza aggregarsi tra loro, restavano vulnerabili e soggetti ad aggressioni perché non conoscevano ancora la politica, racconta che intervenne Zeus e, per rendere loro possibile vivere in società, distribuì aidos e dike, pudore e giustizia a tutti gli uomini. In questo modo si consentiva loro di unirsi e fondare città, dalle quali scaturisce l’esercizio dell’arte della politica.
Speriamo che Zeus abbia ancora un po’ di aidos e dike da distribuire!
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