Il giorno della Memoria si ripete ogni giorno.
La barbarie che bisogna contrastare con un'azione coordinata e congiunta, da parte dei paesi forti e dalle "unioni" trova il suo limite nello atteggiamento di chi si astiene diventando complice
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La rabbia, l’indignazione, il disgusto per donne e bambini lasciati morire per il rifiuto di essere riportati “nei loro lager”, nella loro patria ormai divenuta luogo di umiliazione, violenza e sopruso, non hanno senso se non orientate ad un concreto intervento politico che non sia solo propaganda per chi si professa “indignato “dallo stato delle cose.
La barbarie che bisogna contrastare con un’azione coordinata e congiunta, da parte dei paesi forti e dalle “unioni” trova il suo limite nello atteggiamento di chi si astiene diventando complice.
Il male vince con l’inerzia degli indifferenti che lasciano alle Nazioni che comandano, di determinare al meglio la politica di colonizzazione e sfruttamento delle risorse , umane e non , che provengono appunto dai paesi /lager , dai quali, uomini , donne e bambini cercano di sottrarsi.
All’ umanità imbarbarita fanno spalla gli accordi stretti dalle nazioni con quei paesi senza governi stabili con regimi dittatoriali che si autolegittimano.
La politica, la vera politica, dovrebbe muovere ed orientare “le buone leggi” verso la concretezza e le reali esigenze del popolo.
Quando si ripete la frase “restiamo umani”, si intende fare riferimento al recupero del coraggio di dire “no” ed opporsi a qualunque forma di prevaricazione, ideologica, morale, politica ed intellettuale.
Dal basso, da quel concetto di popolo sempre richiamato dalla storia che si ripete, partono i veri sussulti di ribellione e contrasto ai regimi che rinnegano la gestione democratica della cosa pubblica.
Le leggi dovrebbero tutelare le persone e non essere lo strumento per garantire il consenso, “il consenso ad autolegittimarsi nell’ottica del sopruso e dell’illegalità”.
Il giorno della memoria si ripete ogni giorno, ogni qualvolta i diritti inviolabili vengono barattati dalla politica nazionale ed internazionale e la forza di dire No appartiene purtroppo ancora a poche coscienze.
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