Ecco una soluzione per il problema pensioni
Il prof. Mattia Persiani, in una recente intervista radiofonica, ha detto che il problema della previdenza sociale è il conflitto intergenerazionale.
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Nonni con la pensione, padri con il posto fisso e figli precari senza prospettiva di pensione.
Alla domanda della giornalista: ma professore che cosa suggerisce di fare? Il professore ha risposto: dimenticare i diritti quesiti e ridurre le pensioni in atto. Tutti, tranne pochi privilegiati, oggi si lamentano delle pensioni e, proprio in questi giorni il Presidente della Repubblica ha invocato una nuova coesione sociale. Ai sensi dell’art. 38 della nostra Carta Costituzionale i lavoratori hanno diritto a che siano preveduti e assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di vecchiaia. Ho lanciato una proposta molto semplice: si stabilisce una pensione di vecchiaia, uguale per tutti i lavoratori, ivi comprese le casalinghe, di € 1.250,00 netti mensili, gestita e garantita dallo Stato all’età del pensionamento con versamenti contributivi proporzionali al reddito e con aliquote progressive. Questo per introdurre una pensione sociale uguale per tutti i lavoratori che dovranno poi preoccuparsi della pensione complementare acquisendo, finalmente, una maturità previdenziale e finanziaria. La progressività della contribuzione non dovrebbe essere un terreno di scontro perché già le imposte oggi rispondono ai medesimi criteri. La quantificazione in € 1.250,00 mensili scaturisce da una valutazione d’insieme quale risulta dal bilancio sociale Inps per il 2017. L’importo medio mensile lordo delle pensioni di vecchiaia liquidate nel 2017 è stato di € 1.170,00 per gli uomini e € 858,00 per le donne (ex settore privato) mentre € 2.456,00 per gli uomini e € 1.748,00 per le donne (ex dipendenti pubblici). Per i pensionati autonomi abbiamo € 858,00 per gli uomini e € 629,00 per le donne. Per i parasubordinati € 1.142,00 per gli uomini e € 705,00 per le donne. Un valore mediano può attestarsi quindi intorno ad € 1.250,00 mensili netti. Una Collega mi ha scritto: “€ 1.250,00 sono una miseria. Non ci vivi nemmeno da pensionato. Non ho rendite. Vivo di lavoro e pensare di versare per nulla non è piacevole”.
Siamo all’anno zero con la educazione previdenziale ma non bisogna scoraggiarsi!!
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