Anno: XXV - Numero 71    
Mercoledì 24 Aprile 2024 ore 16:45
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Serve un fisco più agile'

Bitonci e Gusmeroli"Famiglie e imprese hanno bisogno di un fisco agile, che non sia di freno e ostacolo alla crescita.

Serve un fisco più agile'

Questa delega fiscale è l’occasione per cambiare rotta, dopo 50 anni di burocrazia e farraginosità che hanno fatto dell’Italia uno degli Stati più complicati al mondo.

La complicazione grava su tutti come una tassa occulta e non contrasta l’evasione: come Lega e centrodestra si va nella direzione di un fisco semplice, gradualmente meno esoso, che faccia la pace con il cittadino/contribuente”.

    Così Massimo Bitonci, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e Alberto Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive della Camera e co-relatore della delega fiscale, intervenendo al convegno ‘La riforma fiscale’, promosso dall’ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti contabili di Civitavecchia, Università della Tuscia, Commercialista Telematico e Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia.

    “2.100.000 partite iva aperte dimostrano come il successo dei regimi cedolari sia quello di pagare meno tasse con un sistema più semplice. Un Paese con 1500 adempimenti annui, 200 solo nel mese di agosto, ha il freno a mano tirato: con gli emendamenti presentati alla delega vogliamo migliorare un testo che riequilibra finalmente il rapporto fra cittadino e fisco. Lotta agli sprechi, per esempio con l’abolizione delle microtasse il cui gettito è inferiore al costo di gestione; rateizzazione dell’acconto di novembre all’anno successivo, senza costo per lo Stato; mini flat-tax estesa a società di persone e studi associati per giovani fino ai 35 anni; graduale abolizione dello split payment, del reverse charge e della normativa sulle società di comodo; sospensione dei termini in caso di istanza in autotutela; superammortamento dei costi del personale per dare impulso a occupazione e crescita; nessuna riforma del Catasto e altre tasse sulla Casa e molto altro. L’Italia – concludono Bitonci e Gusmeroli – cresce se i cittadini possono dedicarsi meno ad adempimenti, più al loro core-business”.

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