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Intelligenza Artificiale, la strategia della Presidenza Belga

Il futuro digitale dell’Unione Europea dopo l’AI Act.

Intelligenza Artificiale, la strategia della Presidenza Belga

L’Unione Europea è la prima ad aver regolamentato l’Intelligenza Artificiale (IA), con il 25% dei robot industriali e domestici prodotti in Europa oltre a un investimento annuale stimato di 20 miliardi di euro. Diventando sempre più parte della vita quotidiana, il 24 febbraio 2024, la presidenza belga ha riunito una parte della società civile per discutere di come l’Unione Europea possa affrontare l’IA in futuro. Infatti, l’UE ha preparato una proposta di regolamento, che attualmente è nella sua fase finale e dovrebbe entrare in vigore nel 2026. L’obiettivo è creare eccellenza e fiducia attraverso regolamenti solidi e azioni concrete, affrontandone sia le opportunità sia i rischi. Infatti, a  seconda del livello di rischio, si applicano regole diverse: più alto è il rischio di un’applicazione di IA, più severa è la misura. Di conseguenza, non esistono obblighi per le applicazioni di IA con rischi minimi o nulli, ma vengono imposti divieti per le applicazioni di IA con rischi inaccettabili che causano danni e rappresentano un rischio per la sicurezza.

Allo stesso tempo, sono previsti investimenti e innovazioni per sostenere ulteriormente gli sviluppi dell’IA nell’UE. Un esempio di tale investimento è il sostegno aggiuntivo alle start-up dell’IA per mantenere l’economia europea competitiva e permettere di concentrarsi sulla leadership strategica in questo settore.

Al fine di consolidare l’Unione Europea come un punto centrale per l’innovazione nell’ambito dell’intelligenza artificiale, è stato anche formulato un piano articolato in diverse fasi. Il piano mira a promuovere lo sviluppo e l’applicazione dell’IA, garantire la competitività globale, coinvolgere i cittadini, costruire leadership strategiche e sostenere il progresso attraverso programmi dedicati.

Tuttavia, ci sono anche molte implicazioni legali per il futuro dell’intelligenza artificiale in Europa. Infatti, l’obiettivo è proteggere i diritti civili creando un ambiente in cui l’IA possa crescere e prosperare ma la tutela dei diritti dei cittadini europei nell’ambiente digitale è da tempo la priorità dell’Unione Europea. Ad esempio, il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) garantisce che non tutti i dati personali possano essere utilizzati o elaborati da terzi. Il pacchetto sui servizi digitali si concentra sulla creazione di un ambiente online più sicuro per gli utenti e le aziende digitali, anche attraverso regole per contrastare le pratiche illegali e gli inganni online.

Attualmente, si sta lavorando alla definizione di una direttiva europea che riguarda i danni subiti dalle vittime a causa di prodotti digitali e intelligenza artificiale. Contestualmente, si stanno adattando le leggi sulla sicurezza dei macchinari e dei prodotti per rispondere alle sfide emergenti nell’era dell’IA.

In conclusione, la pianificazione di investimenti mirati e l’adattamento normativo riflettono un impegno strategico nell’affrontare le sfide e sfruttare le opportunità dell’IA, posizionando l’UE come un leader globale in questo settore in rapida evoluzione.

 

 

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