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Avvocati Tributaristi. Sacrosanta la lotta all’evasione

Ma dubbi sulla efficacia della leva penale-tributaria.

Avvocati Tributaristi. Sacrosanta la lotta all’evasione

 “Stiamo valutando sul come contestare l’applicazione dei nuovi indici ISA, attraverso la richiesta al giudice della loro disapplicazione ovvero la richiesta ai giudici di sollevare l’incidente di incostituzionalità per irragionevolezza, lesione del diritto di difesa e violazione della capacità contributiva. Le iniziative anti evasione prevista dalla legge di Bilancio non potranno produrre gli effetti sperati se si utilizza la sola leva fiscale e non si agisce sulla crescita. Così il presidente dell’Unione nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi, Antonio Damascelli, nella sua relazione al VI Congresso di Uncat “l’avvocato tributarista e l’impresa – consulenza, compliance, litigation” che si sta celebra a Napoli oggi e domani. In un momento fondamentale per il Paese, quale quello dell’approvazione della Manovra di Bilancio, gli Avvocati tributaristi sottolineano la necessità di promuovere la crescita economica come priorità, senza la quale nessun altro intervento, che agisca esclusivamente sulla lotta all’evasione fiscale e sulla leva penale-tributaria, potrà ottenere il risultato di allentare la morsa del debito pubblico. “I dati dimostrano che ad una riduzione della pressione fiscale consegue una diminuzione del fenomeno di evasione: come riportato dalla stampa degli ultimi giorni, per esempio, la cedolare secca del 10% per le locazioni a canone concordato – confermata anche nella manovra in corso di approvazione – ha fatto emergere molto sommerso”. Indici sinteticità di affidabilità. Per Uncat è corretto da parte dell’Amministrazione Finanziaria agire sulla leva della compliance, un valore anche per gli avvocati tributaristi. Ma è fondamentale realizzarla entro confini di trasparenza e certezza, che non producano ingiustificate disparità tra contribuenti. Un nuovo statuto fiscale per le imprese e ruolo di consulenza per gli avvocati tributaristi. Un nuovo Statuto fiscale per le imprese italiane e i comparti produttivi, attraverso il quale rilanciare gli investimenti e dare ossigeno ad una economia che sta languendo proprio nel momento di passaggio epocale di digital transformation. Il tema centrale, ad avviso degli avvocati tributaristi, è la crescita, il rilancio degli investimenti quale opportuna strategia per una legislazione fiscale stabile e non costretta a rincorrere sempre l’emergenza. Senza un piano adeguato, l’economia italiana continuerà ad essere in sofferenza e la leva fiscale utilizzata come “mannaia penale” non potrà certo ribaltare la situazione. “Ogni progetto di riforma fiscale sarà destinato al fallimento se il perimetro dell’economia non si espanderà. Senza investimenti non si va da nessuna parte e si finisce per stare seduti intorno allo stesso tavolo con a disposizione la stessa torta il cui volume non aumenta: sarà sempre una società, come il gioco, a somma zero: i progressi di uno saranno gli arretramenti dell’altro; i successi di uno saranno i fallimenti dell’altro”, ha evidenziato Damascelli. L’avvocato tributarista è sempre più proiettato nella consulenza e nella compliance, soprattutto alla luce delle novità recate dal decreto fiscale in corso di conversione, nell’intreccio tra responsabilità amministrativa (decreto legislativo 231/2001) e penale delle imprese, che implica un impegno di consulenza alle imprese in funzione della prevenzione del corporate crime. “La prevenzione del corporate crime introduce, dunque, per quel che ci riguarda, una specie di partnership pubblico-privato in grado di trasformare il ruolo della corporation nel sistema penale da destinatario o bersaglio dell’attività investigativa a divisione dell’ufficio del pubblico ministero, al quale è assegnato il compito di collaborare con gli inquirenti per indagare e perseguire i crimini economici. In quest’ambito l’avvocato potrà fornire un plus di sapere e di esperienza rispetto al tradizionale apporto di consulenza di altre figure tradizionali, perché meno dotate sul cotè penalistico e mi riferisco al fatto presupposto ed alle conseguenze note della tracimazione nel riciclaggio. Proprio per approfondire gli aspetti consulenziali legal-tributaristici i lavori di domani parleranno di una giurisdizione tributaria per l’impresa: essenziale, efficiente, equidistante; Tax compliance e tutela dell’affidamento: un nuovo rapporto tra fisco e impresa; Accollo del debito di imposta e pianificazione fiscale di impresa. Una politica fiscale schizofrenica. “A seconda delle misurazioni, l’evasione è stimata tra i 119 e i 300 miliardi: una cifra insostenibile, indubbiamente, che in una percentuale molto alta deriva dal lavoro nero (40%). Dinanzi a questo stato di cose, la politica fiscale del Paese non è stata all’altezza. Negli ultimi anni è mancata anche una condivisione su alcuni deterrenti per combattere gli evasori. “Un esempio è quello del limite sul contante: 1000 euro nel 2007 con il governo Prodi, 5000 nel 2010 sotto Berlusconi, 1000 con Monti e poi 3000 con Renzi, oggi di nuovo 2000”. La strada sbagliata, ad avviso di Uncat, per recuperare l’evasione è l’inasprimento delle sanzioni: “già la legge sulle manette agli evasori (L. 516/82) si risolse in un intasamento degli uffici giudiziari né miglior sorte ha avuto l’attuale decreto 74/2000,  senza omettere di considerare che l’innalzamento delle soglie  è spessissimo provocato dall’utilizzo delle presunzioni e dagli accertamenti induttivi, a scapito ovviamente di coloro che incappano in problematiche di interpretazione della legge”.

La strada urgente sarebbe, invece, quella di istituire un circuito virtuoso mediante una legislazione stabile nel tempo.

Proposte Uncat. Gli avvocati tributaristi invocano un cambio di passo della legislazione fiscale che soffre di quella incoerenza di sistema al cui superamento, invece, era diretta la legge delega n. 23/2014.  Gli avvocati stanno lavorando, altresì, ai tavoli tecnici e istituzionali affinché

1) Venga approvata una riforma della Giustizia Tributaria, secondo le linee predisposte da Uncat,  approvate dal Congresso Forense, e riprese da diversi progetti di legge presentati in parlamento; Uncat ribadisce l’assoluta contrarietà alla proposta avanzata dalla Corte dei Conti, di assegnare alla magistratura contabile la competenza in materia tributaria;

2) Si superino le aporie nel Processo tributario telematico, ormai obbligatorio (Uncat ha predisposto un documento con trentadue proposte di modifica, consegnato al MEF);

3) Si realizzino Massimari di qualità per una maggiore conoscibilità e prevedibilità della giurisprudenza fiscale di merito.

Il vice ministro dell’Economia Antonio Misiani ha inviato un saluto complimentandosi per il lavoro svolto da Uncat con la Scuola di Alta formazione e specializzazione dell’Avvocato tributarista e sottolineando l’opportunità della scelta sul tema congressuale “nell’ottica di delineare con sempre maggiore chiarezza il ruolo che l’avvocato tributarista può svolgere a fianco dell’impresa per favorirne il rapporto con il sistema tributario”.

 

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