Anno: XXII - Numero 75    
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Ufficiale-spia, prezzi modici

Fermati un ufficiale russo e un capitano di fregata della Marina italiana.

Ufficiale-spia, prezzi modici

La cessione di documentazione classificata da parte di un ufficiale italiano a un ufficiale delle Forze Armate russe di stanza in Italia ”è un atto ostile di estrema gravità” per il quale “abbiamo assunto immediatamente i provvedimenti necessari”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante una comunicazione al Senato. “Su mie istruzioni – ha ricordato Di Maio – la Segretario Generale Belloni ha convocato al Ministero questa mattina l’Ambasciatore della Federazione Russa Razov per trasmettere con forza la nostra ferma protesta e notificare l’espulsione di due funzionari russi accreditati presso l’ambasciata a Roma. “All’ambasciatore russo abbiamo trasmesso la nostra ferma protesta e notificato l’espulsione di due funzionari” russi, ha aggiunto Di Maio ringraziando la magistratura, il Ros, l’intelligence e tutte le autorità che hanno collaborato.

Nella serata di martedì i carabinieri del Ros, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Roma, hanno fermato un ufficiale della Marina Militare e un ufficiale delle Forze Armate russe di stanza nel nostro Paese con le accuse di spionaggio e rivelazione di segreto. L’operazione, effettuata nell’ambito di una prolungata attività informativa condotta dall’Agenzia Informazioni Sicurezza Interna, con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa, ha riguardato un Capitano di Fregata della Marina Militare e un ufficiale accreditato presso l’Ambasciata della Federazione russa, entrambi accusati di gravi reati attinenti allo spionaggio e alla sicurezza dello Stato. Si tratta dell’episodio più grave dai tempi della Guerra Fredda.

L’intervento è avvenuto in occasione di un incontro clandestino tra i due, sorpresi in flagranza immediatamente dopo la cessione di documentazione classificata da parte dell’ufficiale italiano in cambio di una somma di denaro. Il capitano della Marina è stato arrestato, mentre la posizione dello straniero è tuttora al vaglio in relazione al suo status diplomatico.

A quanto si apprende, i documenti oggetto dello scambio fra il capitano di fregata e l’ufficiale russo erano esclusivamente di natura militare. L’ufficiale italiano, arrestato e finito in carcere, consegnava copie di documenti classificati che passavano dallo Stato Maggiore della Difesa in cambio di denaro. Lo scambio, secondo quanto accertato dall’inchiesta della Procura di Roma, è avvenuto in un parcheggio della Capitale dove i due sono stati poi fermati in flagranza. Il capitano di fregata avrebbe ceduto, tra i dossier riservati, anche documenti Nato all’ufficiale accreditato presso l’ambasciata della Federazione russa.

Cinquemila euro in contanti è la cifra oggetto dello scambio. La somma è stata sequestrata subito dopo lo scambio avvenuto in un parcheggio della Capitale.

Il fermo è avvenuto dopo una lunga indagine condotta dai carabinieri del Ros con la collaborazione dell’Aisi, l’intelligence interna, e dello Stato Maggiore della Difesa. La Farnesina rende noto che il Segretario Generale del Ministero degli affari esteri, Elisabetta Belloni, ha convocato al Ministero questa mattina – su istruzioni del Ministro Luigi Di Maio – l’Ambasciatore della Federazione Russa presso la Repubblica Italiana, Sergey Razov.

Nella storia recente – sottolinea Repubblica – non si ricordano precedenti del genere. L’ultima operazione di controspionaggio risale nel 1989, prima della caduta del Muro, e riguardava i piani del Patto di Varsavia per carpire documenti dalla Oto Melara di La Spezia, impegnata nella produzione di cannoni e mezzi corazzati, e da un’azienda triestina che collaborava al progetto di un sistema di comunicazioni della Nato. All’epoca furono emessi mandati di cattura contro cinque persone, tra cui due presunti agenti del Kgb e uno dell’intelligence bulgara. Ma i tre stranieri e un ex carabiniere disertato a Sofia riuscirono a sottrarsi agli arresti.

In merito alla questione, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha scritto su Facebook come “in occasione della convocazione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale dell’ambasciatore russo in Italia, abbiamo trasmesso a quest’ultimo la ferma protesta del governo italiano e notificato l’immediata espulsione dei due funzionari russi coinvolti in questa gravissima vicenda”.

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