Anno: XXV - Numero 130    
Venerdì 19 Luglio 2024 ore 13:30
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La Lega perde le staffe e trasforma il Parlamento in un ring

Le opposizioni protestano in Aula contro l'Autonomia differenziata tirando fuori il tricolore.

La Lega perde le staffe e trasforma il Parlamento in un ring

Il 5 stelle Donno si avvicina ai banchi del governo per consegnarla a Calderoli e viene aggredito a pugni dai leghisti, cade a terra e viene portato fuori in carrozzella. Il salviniano Furgiuele intanto fa il segno della XMas, poi si giustifica: “Era la X di XFactor”

Pugni e feriti alla Camera sul ddl autonomia differenziata. Almeno due espulsi, e il deputato dei cinque Stelle Leonardo Donno costretto a lasciare l’aula in sedia a rotelle, dopo l’intervento dei sanitari. La bagarre è scattata dopo che Donno ha tentato di consegnare una bandiera tricolore al ministro Roberto Calderoli. A quel punto dai banchi della Lega sono scesi nell’emiciclo diversi deputati ed hanno colpito il pentastellato.

Nelle immagini si vede in particolare il leghista Igor Iezzi colpire con diversi pugni, mentre il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, prova a richiamarlo: “Onorevole Iezzi! Onorevole Iezzi!”. Così Nicola Fratoianni, di Avs, ricostruisce gli scontri in aula: “Il collega Donno si era semplicemente avvicinato ai banchi del governo per tentare di consegnare il tricolore, è stato ripreso e quindi espulso da Fontana. Ma non c’era nessun pericolo per nessuno, poi alcuni deputati di maggioranza, io ho visto Mollicone di FdI e Iezzi della Lega che sono scesi dai loro banchi e si sono avvicinati a Donno, che è stato ripetutamente colpito sulla testa con pugni finchè non è caduto a terra e poi sono arrivati i sanitari a soccorrerlo”, racconta Nicola Fratoianni.

Dai banchi del Pd, intanto, qualcuno gridava contro i deputati di maggioranza: “Fascisti di merda!”. “Nella calca – racconta Marco Grimaldi di sinistra Italiana – Donno è caduto e ha perso i sensi”. A quel punto sono intervenuti i medici dell’ambulatorio interno ed hanno portato Donno nella sala del governo. La tensione è salita improvvisamente dopo l’intervento di Roberto Speranza, quando i deputati delle opposizioni hanno tirato fuori i tricolori ed hanno intonato prima l’inno nazionale e poi Bella Ciao.

A quel punto Domenico Furgiuele ed altri deputati hanno risposto facendo il simbolo della Decima Mas, la X con le braccia, contro i deputati delle opposizioni. “Ma io ho fatto come X Factor – si è difeso Furgiuele coi cronisti – ho fatto la X per dire che non mi piaceva quella canzone”. Ma il ddl autonomia le piace? “Sì perché io ho letto il testo”. Ma non è che lei, che è un leghista del Sud, lo accetta a malincuore. Non è come dicono a Roma che rosica? “Io prima che leghista sono un uomo del Sud, un calabrese”, risponde Furgiuele. Pochi minuti dopo gli scontri anche Calderoli lascia l’aula. Ministro, tutto questo per un tricolore? “Non mi chiami ministro, sono un pensionato”, dice mentre si reca nella stanza del governo. Nicola Zingaretti, prossimo europarlamentare, la prende col sorriso: “Ahò ma mo che me ne vado se comincia a divertisse qua?”.

Intanto il presidente Lorenzo Fontana convoca i capigruppo per decidere a quando rinviare la seduta. I deputati si intrattengono in Transatlantico ognuno col suo bel video. E’ una seduta di Var collettiva. In maggioranza serpeggia il dubbio che Leonardo Donno non sia stato colpito ma si sia buttato a terra da solo. C’è anche Emanuele Pozzolo, il deputato coinvolto nel caso degli spari a Capodanno. Pozzolo è sicuro: “E’ simulazione”. Anche il collega Andrea De Bertoldo lo è. Scherza con Pozzolo. “Guardate che io ho un amico che se si arrabbia…”. Pozzolo capisce l’antifona: “Non facciamo battute, per favore”.

Intanto Paolo Trancassini, deputato di Fdi e questore della Camera, gira per i capannelli mostrando l’attimo esatto in cui Donno si lascia cadere: “Eccolo eccolo, Iezzi non lo colpisce, e lui si lascia andare. Eccolo qui”. In effetti nelle immagini si vede Donno che un paio di secondi dopo che Iezzi è stato allontanato, ha come un mancamento. Ma basta per assolvere il leghista? In Fdi non ne sono convinti. “Iezzi gli ha fatto un favore. Adesso chissà a quando slitta la seduta…”, dicono i meloniani.

 

Il sottosegretario leghista Massimo Bitonci rivendica un ruolo. “Io sono rugbista, e sono l’unico che non ha preso nemmeno una spinta. Mi sono preoccupato di cingere Calderoli, che non sta tanto bene, per portarlo via. Perché è vero che quello di Donno era un tricolore, ma si è avvicinato in maniera aggressiva, ha continuato a farlo anche quando Calderoli si è ritratto”.

La vittima, o presunto colpevole, dipende dai punti di vista, fa in tempo a riaversi. In serata si presenta in Transatlantico dove dice la sua. “Ho dovuto fare sette otto volte l’elettrocardiogramma. Denuncerò chi mi ha aggredito”, dice. La Lega lo accusa di essere stato lui ad aggredire Calderoli. “Io ho preso calci e pugni da Iezzi, Candiani, Cangiano e Amich. Sono dei trogloditi e degli squadristi, siamo arrivati al punto che ci picchiano alla Camera”, dice.

Anche il principale indiziato, Igor Iezzi si difende, a La Zanzara su Radio 24. “Ho provato a dare cazzotti, ma non l’ho colpito”, premette. Nella sua ricostruzione Donno ha tentato di aggredire Calderoli e lui ha solo reagito. “Io mi allontano e lui dopo cade come una pera. Andrebbe condannata la sua sceneggiata”. Pentirsi? “E’ una reazione non giustificata ma causata da un motivo. Non c’è stata violenza fisica – prosegue Iezzi – io verrò espulso dall’Aula, Donno anche, ma andrebbe condannata la sua sceneggiata. Mi auguro che gli vengano dati giorni in più d’espulsione per questa sceneggiata”.

Intanto Giorgia Meloni si appresta ad accogliere i leader del mondo a Borgo Egnazia, per il G7. Probabilmente non parleranno di autonomia differenziata. Per fortuna.

Di Alfonso Raimo Huffpost

 

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