Garlasco, il mistero degli appunti nella richiesta di archiviazione di Sempio
Appunti e bozze d’archivio nella prima richiesta di archiviazione su Sempio: nuove verifiche sul caso Garlasco e un refuso che riguarda Stasi.
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A Garlasco tornano al centro dell’attenzione gli sviluppi legati all’omicidio di Chiara Poggi, con nuovi approfondimenti sulle carte della prima inchiesta che coinvolse Andrea Sempio. Nel fascicolo emergono documenti, bozze e appunti manoscritti relativi alla richiesta di archiviazione, mentre restano sotto esame anche alcuni passaggi che riguardano Alberto Stasi, in un quadro investigativo che continua a intrecciare le posizioni dei due nomi al centro del caso.
Garlasco, le verifiche della Procura e l’inchiesta parallela sugli atti
Come riportato dal Corriere, l’approfondimento investigativo è stato riattivato quando i pm di Pavia hanno deciso di trasmettere gli atti alla Procura di Brescia per identificare l’autore delle annotazioni, nell’ambito di un filone che riguarda ipotesi di corruzione collegato alla prima indagine su Sempio.
L’iniziativa è maturata dopo la scoperta di una possibile attività di acquisizione non ufficiale di documenti: il 24 dicembre 2016, infatti, Maurizio Pappalardo — allora comandante del Nucleo informativo e successivamente condannato nel procedimento “Clean 2” — avrebbe fotografato atti dalla scrivania del procuratore aggiunto Mario Venditti. Tale azione sarebbe avvenuta dopo ripetute sollecitazioni inviate dal maresciallo Antonio Scoppetta.
Le immagini, però, non sono state recuperate negli archivi del Nucleo informativo, elemento che ha spinto gli investigatori a concentrarsi su altra documentazione interna. Sarebbe così emersa l’esistenza di un «fascicolo P (permanente)» dedicato a Sempio, aperto il 25 marzo 2017, cioè dopo la chiusura del procedimento con archiviazione. Al suo interno sarebbero stati rinvenuti il decreto del gip, una bozza della richiesta di archiviazione con interventi manoscritti e un foglio spillato collocato prima della prima pagina del fascicolo stesso.
Le annotazioni presenti, prive di «data e firma», risultano in parte integrate nel testo finale, nonostante il Nucleo informativo non avesse «titolo per disporre del provvedimento in bozza». Le verifiche sull’origine della scrittura e sull’eventuale circuito di trasmissione degli atti restano ora affidate alla Procura di Brescia, che sta esaminando l’intero materiale nell’ambito del cosiddetto «giallo degli appunti».
Garlasco, il mistero degli appunti nella prima archiviazione su Sempio: l’errore su Stasi chiamato “Andrea”
Stando alle indiscrezioni del Corriere, negli archivi del Nucleo informativo dei Carabinieri sarebbe emerso un documento riconducibile alla fase iniziale delle verifiche su Andrea Sempio nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Si tratterebbe di una decina di righe manoscritte su un foglio, rinvenute nell’ottobre scorso durante le nuove attività disposte dalla Procura di Pavia. Il materiale sarebbe stato inserito in un fascicolo interno del Nucleo informativo, struttura che, secondo quanto ricostruito, non era formalmente incaricata delle prime indagini avviate nel 2016-2017 sul conto di Sempio.
Il foglio conterrebbe annotazioni e correzioni riferite a una bozza della richiesta di archiviazione, poi confluita nella versione definitiva firmata dai magistrati dell’epoca. In uno dei passaggi si legge che “il presente procedimento“, cioè quello risalente a dieci anni fa, “trae origine da un esposto a firma” della madre di Alberto Stasi, inoltrato il 20 dicembre 2016 “alla Procura generale presso la Corte d’Appello di Milano e da questa trasmesso per competenza territoriale a questa Procura“. Nello stesso testo si evidenzia che, sulla base di attività investigative difensive affidate a una società privata, erano stati indicati “indizi di colpevolezza per l’omicidio di Chiara Poggi a carico di soggetto diverso” da Stasi, “nella specie in Andrea Sempio“. Il documento presenta anche una criticità formale: un errore nel quale Stasi viene indicato come Andrea anziché Alberto, dettaglio che ha contribuito a richiamare l’attenzione degli inquirenti.
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