Anno: XXV - Numero 69    
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Funerale di Navalny, migliaia in piazza

La cerimonia si è svolta nella chiesa dell'Icona di Nostra Signora, a Mosca. Sul posto presenti anche diplomatici e ambasciatori stranieri.

Funerale di Navalny, migliaia in piazza

Sono finiti i funerali di Alexei Navalny, l’oppositore di Putin morto in carcere il 16 febbraio. La celebrazione funebre si è svolto nella chiesa dell’Icona di Nostra Signora nel quartiere Maryino di Mosca e la salma si sta dirigendo ora verso il cimitero di Borisovskoye. Il corpo del dissidente è stato consegnato alla famiglia a meno di due ore dall’inizio delle esequie e vi era il sospetto che le autorità russe potessero in qualche modo bloccare lo svolgimento dell’evento. Il feretro è arrivato in chiesa, tra gli applausi della folla e i cori “Navalny, Navalny”. “Non aveva paura e noi non abbiamo paura”, hanno gridato alcune persone, ripetendo uno degli slogan dell’avversario dello zar. La folla ha seguito la bara anche lungo il percorso verso il cimitero, sollevando in aria mazzi di fiori o lanciandoli lungo la strada.

Migliaia di persone si sono riunite nel luogo dove è arrivato il feretro di Navalny, circondate da un ingente numero di agenti di polizia. Le forze dell’ordine hanno transennato il perimetro della chiesa e pattuglie in auto e a cavallo hanno controllato la folla radunatasi per commemorare il dissidente, senza però eseguire alcun arresto. Tra di loro vi sono anche Boris Nadezhdin ed Ekaterina Duntsova, i due candidati “pacisfisti” esclusi dalle elezioni presidenziali. Sul posto sono giunti anche alcuni diplomatici stranieri, tra cui gli ambasciatori di Germania, Francia, Gran Bretagna, Italia, Unione europea e Stati Uniti, fotografati con indosso vesititi scuri e in mano rose rosse. Nella zona della chiesa, il team di Navalny ha denunciato problemi di connessione a Iternet, che rendono difficile a trasmissione in diretta della cerimonia. Anche la Cnn ha riportato che il segnale video della sua troupe che sta coprendo l’evento appare bloccato.

Il portavoce del presidente Dmitri Peskov ha affermato che “il Cremlino non ha nulla da dire alla famiglia” e ha sottolineato che qualunque raduno non autorizzato sarà punito a norma di legge. In mattinata, sette persone sono state arrestate a Voronezh, una città a 500 chilometri a sud di Mosca, mentre si stavano dirigendo nella capitale per partecipare alla funzione. Secondo l’Ong Ovd-Info, ad altre 13 è stato impedito di lasciare e proprie abitazioni. “Vladimir Putin ha cercato di mettere a tacere Alexei Navalny. Ma il mondo stava guardando” ha scritto su X il ministro degli Esteri britannico David Cameron. “Nel giorno del suo funerale ricordiamo il suo spirito di sfida di fronte alla brutalità del regime russo e il suo coraggio nell’opporsi alla corruzione. Dobbiamo continuare a chiedere conto alla Russia”.

La portavoce di Navalny ha ringraziato tutte le persone che si sono recate alla chiesa di Maryino per partecipare al funerale. “Sono molto grata a coloro che sono venuti in chiesa oggi e a coloro che verranno al cimitero”, ha detto Kira Yarmysh sul canale YouTube organizzato dai sostenitori di Navalny per l’occasione. “Tutti coloro che sostengono Alexey e ne scrivono, è molto importante ora e lo sarà ancora di più in seguito. Quindi, per favore, non fermatevi. Ci attendono tempi più duri e lotte più grandi. Quindi non possiamo assolutamente arrenderci”. L’ex braccio destro del dissidente Leonid Volkov ha affermato che il Fondo anticorruzione, istituzione creata da Navalny, pagherà 100mila euro a chi fornirà informazioni sulle circostanze della sua morte. “Andremo fino in fondo, scopriremo tutto, costi quel che costi. E ci vendicheremo”, ha dichiarato. Sempre Volkov ha spiegato che il funerale è stato abbreviato per ordini dall’alto. “Hanno fatto pressione sul parroco della chiesa, padre Anatoly Rodionov, e hanno chiesto che il servizio funebre si tenesse il più rapidamente possibile in modo che nessuno arrivasse”, ha detto citando l’ex direttore della rivista del Patriarcato di Mosca Serghei Chapnin, secondo cui è stato proprio il vertice della Chiesa ortodossa russa ha ordinare di “ridurre tutto al massimo”.

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