Anno: XX - Numero 190    
Martedì 12 Novembre 2019 ore 16:00
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Dopo il danno la beffa. Promosso il dirigente Atac che non vigilò sulle scale mobili

Incredibile a Roma

Dopo il danno la beffa. Promosso il dirigente Atac che non vigilò sulle scale mobili

Con una nota ufficiale – una disposizione organizzativa del 18 ottobre – Atac stabilisce che «il presidio organizzativo Manutenzione impianti di traslazione», ossia la supervisione sulle scale mobili, sia posto «alle dirette dipendenze della struttura Infrastrutture civili e impianti e affidata alla responsabilità di Alberto Lanzone». Ovvero allo stesso dirigente finito nelle intercettazioni della maxi-inchiesta di Squadra Mobile e Procura sulle scale mobili rotte e pericolose delle metro A e B della Capitale dopo l’incidente di un anno fa ai tifosi del Cska Mosca alla stazione di Repubblica. Lanzone (non indagato) si lamentava con Giuseppe Ottuso, amministratore di Metroroma, destinatario del divieto temporaneo di esercitare attività imprenditoriali, dei suoi dipendenti che non erano capaci nemmeno di taroccare i documenti sulle manutenzioni, perché lo facevano con il bianchetto. In pratica, sebbene non sia indagato, dalle intercettazioni emergerebbe che Lanzone era a conoscenza delle mancanze di Metroroma nella manutenzione degli impianti. E ora i lavoratori di Atac si chiedono se la conferma del delicato incarico fosse davvero opportuna o meno. Soprattutto quando, per avere evidenziato delle carenze oggettive dei mezzi aziendali, persino una sindacalista è stata licenziata.

Fonte. Il Messaggero

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