Beppe Grillo è tornato.
Il fondatore del Movimento rivuole il suo M5S. La prima udienza del procedimento, promosso presso il Tribunale di Roma, potrebbe svolgersi nel mese di luglio.
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Il primo a reagire è il deputato pentastellato Alfonso Colucci, che commenta così: “Affrontiamo con assoluta tranquillità questa iniziativa di Beppe Grillo, che si manifesta già a un primo esame assolutamente infondata. Avevamo già anticipato che è assolutamente impropria e assurda la pretesa di Grillo di ritenersi proprietario degli elementi identificativi del Movimento, in particolare la denominazione e il simbolo. La comunità degli iscritti già con l’Assemblea costituente gli chiari che i valori del M5s appartengono esclusivamente alla comunità”. “Sarà ora un giudice a chiarirgli che anche la denominazione e il simbolo del Movimento 5 Stelle appartengono non a singole personalità, del passato come del presente, ma all’intera comunità”, aggiunge. “La vita democratica di una comunità politica non può né deve essere piegata a logiche padronali che sono la negazione dei principi fondamentali di libertà democratica che devono caratterizzare le formazioni politiche. Risponderemo con fermezza in giudizio alla richiesta di Grillo e – anticipa Colucci – valuteremo con equilibrio una eventuale nostra richiesta di danni per un’iniziativa che appare chiaramente temeraria”.
C’è chi, come il professor Marco Bella, già deputato del M5s, sui social scrive: “In un mondo normale, se io Beppe Grillo ti concedo a te Giuseppe Conte, di usare qualcosa che mi appartiene, non servirebbe alcuna azione legale affinché tu, Giuseppe Conte mi restituisca ciò che non è affatto tuo. In un mondo normale, se io Beppe Grillo ho messo tanto lavoro, tanti soldi miei e mi sono beccato una serie infinita di querele per permettere a te, Giuseppe Conte, di diventare da signor nessuno presidente del Consiglio e di avere uno staff di decine di persone che si occupano della tua comunicazione, tu, Giuseppe Conte, dovresti essere almeno grato a me Beppe Grillo. In un mondo normale, se tu, parlamentare M5s, hai firmato un impegno e ti sei presentato agli elettori dicendo che avresti fatto solo due mandati, non ti dovrebbe nemmeno passare per l’anticamera del cervello che puoi cacciare chi ti ha permesso di sedere su quelle comode poltrone perché semplicemente ti dice che gli impegni si rispettano”. E ancora: “In un mondo normale, nessuna forza politica cancella 70.000 iscritti (mai fatto prima) solo per cacciare chi la ha fondata. Purtroppo, non viviamo in un mondo normale. Viviamo in un mondo ove il lavoro per i cittadini, la parola data, gli impegni presi. purtroppo per qualcuno, non contano nulla”.
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