Se diventassi un vegetale lasciatemi andare
Le parole della leader radicale: "Sono stata fortunata a sconfiggere il tumore, ma ora la vecchiaia e il mio ultimo malore mi danno contezza di quanto sia vera la frase che spesso si invecchia male. Imbarazzante il Parlamento indifferente all'appello di Laura Santi"
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“Mi sono sempre battuta per la libertà di scelta e l’ho anche scritto nel mio testamento biologico e dal notaio: se dovessi ritrovarmi a vivere come vegetale, per favore lasciatemi andare”. Sono le parole di Emma Bonino, intervistata da Repubblica. La storica leader radicale commenta le sfide che si è ritrovata ad affrontare negli ultimi anni: “La vita ci pone molte sfide con la nostra salute. Sono stata fortunata a sconfiggere il tumore, ma ora la vecchiaia e il mio ultimo malore mi danno contezza di quanto sia vera la frase che spesso si invecchia male”.
Bonino interviene sulla vicenda di Laura Santi, la giornalista che ha deciso di porre fine alla sua vita resa impossibile dalle sofferenze causatele dalla Sla: “Non c’è veramente più tempo, per tutte quelle persone che, per usare le parole di Laura, si sentono in carcere e si chiedono che vita sia per loro stessi e per le persone a loro vicine. È imbarazzante e disdicevole che, a fronte di un appello così forte e commovente, il Parlamento sia rimasto indifferente, rinviando tutto a dopo l’estate”.
Bonino si dice comunque fermamente contraria al testo sul fine vita proposto dal centrodestra: “Meglio nessuna legge che questa legge. Il comitato etico è un obbrobrio, l’obbligo di cure palliative è persino crudele e sadico, l’esclusione del servizio sanitario nazionale rende tutto più ipocrita e classista. Chi ha i soldi può fare ricorso all’eutanasia, chi non li ha può continuare tranquillamente a soffrire”.
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