Scontro Grillo-Conte sul simbolo M5S
Niente problemi con nuova legge elettorale per l'ex premier: raccolta firme non impatta.
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La nuova legge elettorale prevede una raccolta di firme molto più onerosa per le nuove formazioni politiche non già presenti con quel nome e simbolo. Ma, secondo l’esperto di simboli politici Gabriele Maestri, interpellato da Adnkronos, il M5S di Conte non rientrerebbe in questa categoria: il Movimento ha partecipato alle elezioni del 2022 e ha costituito gruppi parlamentari in entrambe le Camere, gruppi rimasti esistenti anche al 31 dicembre 2025.
Quindi, anche se Grillo dovesse ottenere giudizialmente il nome e il simbolo, la controversia sulla titolarità del simbolo non cancellerebbe il risultato elettorale del 2022 né la presenza parlamentare del M5S. È questo che rende la raccolta firme non decisiva per Conte.
Il titolo che hai riportato, dunque, significa in sostanza:
Grillo può contestare a Conte il simbolo M5S, ma la nuova legge sulle firme non costringe Conte a ripartire da zero.
C’è però una distinzione importante: se Grillo riuscisse a ottenere il simbolo prima delle elezioni, la questione della sua utilizzabilità diventerebbe comunque politicamente e giuridicamente delicata. La causa, inoltre, è ancora lontana da una decisione definitiva.
Il tema è particolarmente interessante perché la versione approvata dal Senato ha effettivamente modificato le regole sulle firme, aumentando gli oneri per le formazioni non parlamentari.
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