A rischio gli obiettivi del Pnrr sulla giustizia
La riforma Cartabia sulla mediazione in vigore, ma senza decreti
In evidenza
Il Consiglio nazionale dei commercialisti, presieduto da Elbano de Nuccio, evidenzia, in una nota, che il “30 giugno è entrata in vigore la seconda parte della riforma Cartabia sulla mediazione, ma i relativi decreti ministeriali non sono stati ancora emanati” ed è “impossibile agli organismi di mediazione pubblici operare nel rispetto della nuova disciplina”.
I professionisti si appellano al governo, affinché arrivino le regole operative e “la nostra preoccupazione – aggiunge la consigliera segretaria con delega alle funzioni giudiziarie e Adr, Giovanna Greco – è che l’omessa regolamentazione possa disincentivare il ricorso alla mediazione civile e commerciale.
C’è il rischio che si configuri un maggior ricorso al contenzioso giudiziario, cosa che renderebbe problematico il raggiungimento di uno dei più importanti obiettivi del Pnrr, ossia quello di riportare il processo ad un modello di efficienza e competitività attraverso, innanzitutto, la riduzione del tempo del giudizio dei processi civili in tutti i gradi di giudizio”, aggiunge la nota.
I commercialisti ricordano come “le finalità della riforma del processo civile attengano, oltre all’abbattimento del tempo di definizione dei processi civili, proprio alla valorizzazione delle forme di giustizia alternativa. A tal riguardo, e più nello specifico agli strumenti di risoluzione stragiudiziale delle controversie quali la mediazione, la riforma ha esteso i casi per i quali il ricorso alla mediazione è obbligatorio, introducendo tra le controversie per cui l’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, anche i contratti di associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura”, termina la nota.
Altre Notizie della sezione
Il “partito” dell’Anm a caccia di un leader
26 Marzo 2026Intascata la vittoria referendaria, l’Associazione nazionale magistrati pensa già al dopo e va a caccia di un presidente «giovane» e «aperto al dialogo»
Scossa al governo, due dimissioni e pressing su Santanché
25 Marzo 2026Dopo il referendum Delmastro e Bartolozzi lasciano, Meloni incalza: “Serve responsabilità anche al Turismo”.
La vittoria non è della magistratura, ma del suo sindacato
24 Marzo 2026L’Anm – che si tiene il controllo disciplinare, delle carriere, degli stipendi – ha trasformato un interesse corporativo in interesse generale. La riforma era sbagliata. Ma i problemi ci sono, e restano tutti da risolvere.
