“Sia l’anno della svolta per il Ssn”: gli auguri di medici e infermieri
Pace e salute, ma anche tutele e incentivi: gli auspici degli operatori del Ssn.
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“La salute degli italiani viene prima di ogni altra cosa”. A ribadirlo con forza è il presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Filippo Anelli, che alla vigilia del nuovo anno auspica una svolta per il Servizio sanitario nazionale (Ssn). Ma cosa augurano medici e infermieri a cittadini e colleghi per il 2026? LaPresse ha chiesto una riflessione ad alcuni protagonisti della sanità italiana: ecco cosa ci hanno detto. Con una piccola anticipazione: la tenuta del Ssn preoccupa un po’ tutti.
ll presidente dei medici: “Sia l’anno della pace ma anche della svolta per il Ssn”
A chiedere un ruolo più forte per il ministero della Salute, per ridurre le disuguaglianze e ottimizzare il sistema, è invece Filippo Anelli, che auspica per il 2026 “un investimento concreto sui professionisti sanitari, che sono l’anima e il motore dell’assistenza, per garantire agli italiani un Ssn più forte e robusto, che tuteli la loro salute. Con la speranza che sia finalmente l’anno della pace”.
“Tutti i cittadini attendono che si trovi una soluzione ai due grandi conflitti che insanguinano da una parte l’Europa e dall’altra parte il Mediterraneo. La speranza è che si giunga finalmente a dare tranquillità alla gente e si ponga fine a quegli orrori che abbiamo negli occhi”. Per il Ssn, invece “speriamo che sia l’anno della svolta. Crediamo che sia arrivato il momento di investire sui professionisti”, che “sono l’anima, il vero motore della assistenza sanitaria italiana, delle cure che gli italiani ricevono ed è giusto che siano in qualche maniera finalmente incentivati, in modo tale che l’attrattività del Servizio sanitario nazionale aumenti sempre di più”.
“Penso anche alla programmazione e alla formazione dei nostri medici, oggi deputata principalmente al ministero dell’Università quando invece i nostri specializzandi sono forza lavoro nei nostri ospedali, sono coloro che ogni giorno ci aiutano a superare le difficoltà. Serve quindi un ministero della Salute che abbia la capacità di poter intervenire e di orientare la formazione dei nostri professionisti. Perché la salute degli italiani – conclude Anelli – viene prima di ogni altra cosa”.
Il leader Anaao: “Non perdiamo la fiducia”
“Ai medici auguro di trovare la forza di dire di no, di non arrendersi, non scoraggiarsi e non perdere la fiducia in chi vuole difenderli, ma soprattutto di non perdere la fiducia in noi stessi, che è il punto di partenza per migliorare il sistema; e ce la possiamo fare”, afferma il sempre battagliero Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao Assomed. “Agli italiani auguro di poter continuare ad avere un Servizio sanitario nazionale, delle cure pubbliche, perché tante volte quello che non si ha più si comprende solo quando lo si perde. Quindi mi auguro che questo patrimonio prezioso non venga perso”.
Balzanelli (Sis 118): “Colleghi non mollate”
“Per il 2026 auguro agli operatori del 118 nazionale, e in particolare ai medici del 118, di rinnovare il vigore, lo slancio e la motivazione a dare il massimo per assicurare la più efficace tutela tempo dipendente della vita delle persone in pericolo – dice il presidente della Sis 118 Mario Balzanelli – senza cedere alla tentazione di mollare tutto e andar via per le troppe criticità del servizio, che dal 2017 cerchiamo di sanare”.
Agli italiani invece, riprende Balzanelli, “il mio augurio è quello di dedicare maggiore attenzione e sensibilità all’essenziale, a ciò che ha davvero valore nella vita. E quindi auspico un impegno virtuoso, individuale e comunitario, ad affermare visioni, progettualità e azioni ispirate a logiche di bene comune, che abbiano al centro la tutela, la promozione, la valorizzazione della vita e della qualità di vita di tutti noi”.
Bottega (Nursind): “Il 2026 sia l’anno degli infermieri”
“Il 2026 dovrà assolutamente essere l‘anno degli infermieri”, afferma il segretario nazionale del Nursind, Andrea Bottega. “La categoria è a rischio estinzione per cui, senza interventi concreti e sostanziosi, l’intero Ssn rischierà di ritrovarsi azzoppato, con reparti accorpati e ospedali che chiuderanno”.
“L’anno si aprirà con il tavolo per il contratto di comparto 2025-2027, nel quale gli infermieri ripongono le loro aspettative: è stata la premessa, infatti, per firmare il precedente contratto nazionale che, sul piano delle risorse, non era soddisfacente. Ma è sulla riforma delle professioni sanitarie che puntiamo di più, anche perché bisogna aggiornare le regole dell’esercizio professionale ferme al secolo scorso. Gli infermieri, del resto, hanno bisogno di incentivi sia sul piano economico, dal momento che scontano gli stipendi più bassi di sempre, sia sul piano dell’autonomia professionale e quindi della carriera”
Quanto agli italiani, Bottega ha le idee chiare: “Anno dopo anno stiamo assistendo a un inesorabile smantellamento del nostro Ssn. Un fatto gravissimo, ma ancora di più per l’Italia cui tutto il mondo ha sempre invidiato l’efficienza della sanità pubblica. Speriamo, dunque, di non leggere più dati sconfortanti riguardo gli italiani che rinunciano alle cure e che il 2026 sia l’anno in cui questo trend pericoloso cominci ad essere invertito”.
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