Sanità rotta al buio
La Manovra 2026 condanna la sanità!
La Manovra 2026 segna un punto di non ritorno per la sanità pubblica italiana. Una legge di bilancio che, dietro la retorica della sostenibilità e delle riforme, certifica l’abbandono progressivo del Servizio sanitario nazionale e dei suoi professionisti. A denunciarlo con parole durissime è Anaao Assomed, che attraverso il suo segretario nazionale Pierino Di Silverio parla senza mezzi termini di una “deriva disastrosa socialmente e professionalmente”.
La scelta politica è chiara: sacrificare la visione di sistema per inseguire interessi lobbistici ed equilibri di corto respiro. In questo quadro vengono ancora una volta premiate le cosiddette “farmacie dei servizi”, presentate come risposta rapida ai bisogni di salute dei cittadini, ma in realtà incapaci di garantire percorsi di cura completi. Il risultato è un doppio binario perverso: si paga una prestazione parziale e si finisce comunque nelle liste d’attesa del pubblico, che nel frattempo si allungano ulteriormente.
Non meno grave è la sanatoria concessa ai policlinici privi delle necessarie autorizzazioni. Strutture che, anziché essere ricondotte alla legalità, ottengono un condono che suona come una resa dello Stato di fronte alle proprie regole. A questo si aggiunge il taglio ai fondi per i farmaci innovativi, come se la ricerca e l’innovazione potessero autosostenersi per miracolo, ignorando il loro ruolo strategico nella tutela della salute e nello sviluppo del Paese.
La proroga fino al 2029 dell’autocertificazione delle competenze per i professionisti sanitari stranieri rappresenta poi un ulteriore segnale di impoverimento del sistema: non si investe sulla qualità, ma sulla quantità, riducendo la sanità a una questione di numeri e tappabuchi. Una scelta che mortifica i professionisti italiani e mette a rischio la sicurezza delle cure.
In questo scenario trovano spazio bonus e micro-finanziamenti a pioggia per interessi privati, mentre tutto ciò che è sociale viene sistematicamente ridimensionato. Il messaggio che passa è devastante: sanità, istruzione e lavoro non sono più priorità reali, ma strumenti di propaganda. Si costruisce la percezione di un miglioramento che non esiste, mentre i cittadini non trovano risposte e i medici continuano a fuggire dal servizio pubblico.
La Manovra 2026 non è solo una legge economica, ma un atto politico che accelera la disgregazione del welfare state. Di fronte a questo scenario, avverte Anaao, non resta che denunciare, reagire e mobilitarsi. Perché rassegnarsi significherebbe accettare non solo il declino della sanità pubblica, ma una ferita profonda allo Stato di diritto.
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