Isee: le soluzioni proposte dal Cno alle criticità dello strumento
Tra le osservazioni della Categoria in audizione, l’esclusione dell’Auu e delle borse studio dal calcolo dell’indicatore.
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Predisporre degli interventi per adattare l’ISEE alle mutate situazioni e condizioni economiche e sociali delle famiglie italiane e all’evoluzione del sistema del welfare complessivo. Vanno in questa direzione le proposte avanzate dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro nel corso dell’audizione sulle tematiche ISEE e sulle criticità emerse nell’utilizzo dello strumento, che si è tenuta oggi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Tra le criticità più rilevanti segnalate dalla Categoria il fenomeno dei cosiddetti “salti” nell’erogazione dei benefici al superamento delle soglie ISEE, che possono portare alla perdita totale delle prestazioni anche per variazioni minime di reddito. Secondo i Consulenti del Lavoro, questa struttura a soglie rigide può indurre le famiglie a produrre o dichiarare meno redditi, penalizzando soprattutto il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare. Per superare questa distorsione, si propone “un sistema di decalage graduale dei benefici”, correlato all’aumento dell’ISEE, che permetta una riduzione progressiva delle agevolazioni senza bruschi azzeramenti. Altro nodo cruciale riguarda la determinazione del reddito: l’ISEE oggi si basa sul reddito lordo, non considerando le imposte versate e quindi la reale disponibilità economica delle famiglie. La proposta del Consiglio Nazionale mira a calcolare l’indicatore sul reddito disponibile “effettivamente utilizzabile”, offrendo un quadro più fedele della capacità di spesa. Ulteriori interventi suggeriti riguardano l’esclusione totale dell’Assegno Unico Universale e delle borse di studio dal calcolo ISEE, per non compromettere l’accesso ad altre misure di sostegno. Particolare attenzione è stata dedicata anche al patrimonio immobiliare. La prima casa, spesso principale investimento delle famiglie italiane, viene ancora considerata in modo penalizzante. Si propone quindi la sua totale esenzione o, in subordine, l’innalzamento delle franchigie, specialmente per i nuclei numerosi. Infine, si chiede l’indicizzazione automatica delle soglie agli indici ISTAT e una modifica della scala di equivalenza, che preveda “l’attribuzione ai figli a carico di un valore crescente, seguendo il modello del Quoziente Familiare Francese”. Un approccio che, oltre a riflettere “più fedelmente le reali economie di scala familiari”, costituirebbe anche un incentivo demografico con le politiche di sostegno alla natalità.
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