Opposizioni, l’occasione mancata per far cadere il governo
Dopo la bocciatura dell’emendamento Meloni, il ritiro delle modifiche ha spianato la strada alla nuova legge elettorale.
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La verità è che questa vicenda racconta molto più delle sorti della legge elettorale. Racconta un’opposizione che sembra aver smarrito qualsiasi ambizione di governo. È la dimostrazione plastica di una sinistra “Peter Pan”, che non ha alcuna intenzione di raccogliere il testimone e assumersi la responsabilità di guidare il Paese. Al primo incidente della maggioranza esulta come allo stadio, salvo poi ritirarsi quando si presenta l’occasione di affondare davvero il colpo. Il massimo che riesce a esprimere sono gazzarre da occupazione scolastica, con l’entusiasmo adolescenziale di chi protesta a spese di mamma e papà, non la lucidità di chi si prepara a governare.
Le opposizioni non hanno una strategia. Si limitano a vivere alla giornata, rincorrendo il titolo del giorno e il post sui social, senza costruire una linea politica capace di mettere davvero in crisi il governo. L’obiettivo non sembra conquistare nuovi elettori, ma semplicemente non perdere quelli che già hanno. È una politica di conservazione, non di conquista.
E forse il motivo è persino più semplice: non vogliono andare al governo. Perché sanno che un eventuale esecutivo alternativo, ammesso che nasca, avrebbe un orizzonte brevissimo, forse un paio d’anni appena. E perché preferiscono lasciare alla maggioranza il peso delle scelte più difficili che attendono il Paese, nella speranza di raccoglierne un domani i cocci senza averne pagato il prezzo.
Il voto sulla legge elettorale è stato l’ennesima conferma. Di fronte a una maggioranza divisa, con la concreta possibilità di far saltare non solo il provvedimento ma l’intero equilibrio del centrodestra, le opposizioni hanno scelto la strada più comoda: ritirare gli emendamenti, tirare i remi in barca e accontentarsi della soddisfazione effimera per una sconfitta parlamentare di Giorgia Meloni. Una vittoria di Pirro, celebrata con grande enfasi, mentre si lasciava sfumare l’unica occasione concreta di trasformare una crepa nella maggioranza in una vera crisi politica. Più che un’opposizione pronta a governare, sembra un opposizione che ha paura di vincere.
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