Esame avvocato, torna il merito senza scorciatoie
Due scritti e un orale rilanciano preparazione pratica e rigore, ma la sfida sarà formare professionisti al passo coi tempi.
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La riforma dell’esame di abilitazione forense segna un ritorno a un modello più tradizionale, puntando su prove scritte in presenza e sulla capacità di elaborare pareri e atti senza il supporto della videoscrittura. Una scelta che valorizza preparazione, metodo e ragionamento giuridico, restituendo centralità alle competenze tecniche del futuro avvocato. Tuttavia, il vero banco di prova non sarà soltanto l’esame, ma la qualità del percorso formativo che lo precede. Se, come sostiene il Consiglio nazionale forense, l’avvocato del futuro dovrà essere anche consulente, mediatore e interprete dei cambiamenti tecnologici e sociali, allora il nuovo esame dovrà essere accompagnato da un tirocinio realmente qualificante e da scuole forensi capaci di coniugare tradizione e innovazione. Il rigore nella selezione è importante, ma da solo non basta a costruire una professione all’altezza delle nuove sfide.
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