Basta lezioni dagli avvocati!!!
L’Anm usa il referendum come clava politica: chi dissente viene delegittimato. Un allarme per il pluralismo della giustizia.
L’Anm Emilia-Romagna riesce nell’impresa di trasformare un legittimo parere dell’avvocatura in un caso di lesa maestà. Non contesta solo il merito della posizione espressa dall’Ordine di Bologna: pretende di squalificarla richiamando il risultato del referendum, come se una consultazione popolare cancellasse il diritto di critica e imponesse il silenzio ai vinti.
Il messaggio è inquietante: avete perso, dunque tacete. Ma la democrazia non funziona così. Un referendum conferma una norma, non abolisce il dissenso. Gli avvocati restano liberi di ritenere sbagliato il passaggio di funzioni tra pm e giudici, soprattutto quando la legge stessa assegna loro un ruolo consultivo nelle procedure previste dall’ordinamento.
Ancora più grave è l’accusa di agire per motivi ideologici e con scarsa lealtà istituzionale. È un modo elegante per delegittimare chi esprime un’opinione diversa. Se ogni osservazione critica viene liquidata come pregiudizio, il confronto diventa impossibile e il dialogo evocato dall’Anm si riduce a una formula vuota.
La verità è che il referendum è finito, ma qualcuno continua a usarlo come una clava. E quando una corporazione pretende che il risultato delle urne chiuda ogni discussione, il problema non è l’avvocatura che parla: è chi non sopporta di essere contraddetto.
Altre Notizie della sezione
Bilanci, la partita adesso diventa politica
01 Ottobre 2026FdI difende l’articolo 13: ora il Parlamento dovrà scegliere tra competenze e mercato.
Il fortino dei commercialisti scricchiola
30 Settembre 2026Difendere un monopolio di competenze non è concorrenza: i consulenti del lavoro chiedono solo di poter esercitare una facoltà prevista dalla legge.
Bilanci, i commercialisti fanno quadrato
29 Settembre 2026Ma i Consulenti del Lavoro rivendicano competenze fiscali e contabili già riconosciute dalla legge.
