L'istituto di previdenza dei giornalisti passa all'Inps.
Che bel regalo! I privilegi della casta giornalistica
Ma come, non erano solo i parlamentari che usufruivano dei privilegi con quell’intollerabile vitalizio? Ma come, non c’erano quegli immondi “diritti acquisiti” rivendicati dalla casta? Qualcuno ricorda gli articoli, i libri, le trasmissioni televisive condotte da giornalisti contro un ceto politico che godeva di benefici impensabili per i comuni mortali?
Ebbene, nel silenzio dei più, si scopre che la Cassa previdenziale dei giornalisti ha un buco tale che può portarla alla bancarotta e così la si fa confluire nell’Inps, con uno “scivolo” generoso: potranno andare in pensione a 62 anni con 25 di contributi, e nel calcolo potranno vedersi riconosciuti fino a 5 anni di contributi “virtuali”, cioè mai versati, che comporterà un aumento della pensione fino al 20%. Oneri a carico dello Stato, cioè del contribuente, al 70%. Il montante contributivo veniva valorizzato al 2,6% contro l’1% dei comuni mortali. Lo rilevano Tito Boeri, già presidente dell’Inps e l’economista Roberto Perotti su lavoce.info.
Non ci sarà un ricalcolo attuando il sistema contributivo (tanto versi, tanto ottieni) e con effetto retroattivo, come è stato fatto con i parlamentari.
Si scriveva di casta politica e molti ci hanno creduto. Oggi, pochi scrivono di casta giornalistica.
Servirà di lezione al popolo degli ingenui?
Di Primo Mastrantoni, Aduc
Altre Notizie della sezione
Cassa dottori commercialisti, pagamento contributi anche con F24
02 Aprile 2026Boccia, 'ulteriore passo per semplificazione e risposta a iscritti'.
Ente biologi, ‘Previdenza tour’ il 18 aprile a Siracusa
01 Aprile 2026Fari della Cassa guidata da Stallone su sicurezza alimentare.
Radical Partners entra in Assoprevidenza
01 Aprile 2026Nel club dei partners di Assoprevidenza entra Radical Partners con radical fund of funds.
