L’Enpam e la gobba pensionistica
Aumentano pensioni e di avanzo contributivo, compensato da rendimenti; rischio se cala base contributiva o migra verso l’Inps.
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La “gobba previdenziale” è un picco temporaneo di spesa pensionistica causato dall’uscita dal mercato del lavoro di un elevato numero di lavoratori con conseguente aumento degli oneri.
Si prevede che la spesa italiana raggiunga un picco, o gobba, intorno al 2040.
L’Enpam (medici) ha segnalato, con il consuntivo 2025, di avere già un saldo previdenziale negativo per l’aumento della spesa pensionistica, pur con un bilancio sostenibile grazie agli investimenti.
Infatti «l’Assemblea nazionale dell’Enpam ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo 2025, che si chiude con un utile di 700 milioni di euro e con un patrimonio a valore di mercato pari a 31,3 miliardi di euro (27,66 miliardi di euro a valore di libro, in crescita del 2,98 per cento rispetto all’anno precedente).
Nel 2025 il saldo previdenziale registra infatti un disavanzo di circa 183 milioni di euro legato alla crescita delle pensioni erogate, il cui ammontare è cresciuto di oltre 323 milioni di euro rispetto al 2024, in linea con le dinamiche demografiche attese.
Il risultato complessivo dell’esercizio 2025 resta però ampiamente positivo grazie al contributo degli investimenti, che hanno prodotto proventi per circa 934 milioni di euro, trainati soprattutto dalla componente finanziaria. Solo questa gestione ha chiuso l’anno con un risultato netto superiore a 831 milioni di euro e un rendimento del portafoglio pari al 9,60% mark-to-market. Il settore immobiliare da parte sua ha invece contribuito con oltre 100 milioni di euro di avanzo, tra canoni e dividendi.
Il rafforzamento del patrimonio conferma dunque la capacità dell’Enpam di affrontare la fase demografica più impegnativa mantenendo equilibrio economico e autonomia finanziaria, continuando a garantire le pensioni a medici e odontoiatri senza oneri per lo Stato. L’ente dei medici e degli odontoiatri ha anzi versato all’Erario 217 milioni di imposte sui proventi degli investimenti.
Il bilancio 2025 ha fotografato anche i numeri della categoria: i medici e odontoiatri attivi (iscritti alla Quota A) sono 354.518, di cui 8.466 studenti del 5° e 6° anno dei corsi di laurea. I pensionati sono 184.021, fra cui 141.445 medici e dentisti e 42.488 familiari superstiti.» (Fonte: ADEPP).
La situazione non migliora nel 2026 come da bilancio preventivo che così si esprime:
«Sul fronte della Previdenza, si prevede un saldo previdenziale 2026 negativo pari ad € 997.625.000 determinato dalla gobba previdenziale ossia della numerosità di coloro che hanno maturato i requisiti per accedere alla pensione e del conseguente numero dei nuovi pensionati ordinari che ha determinato un rilevante incremento degli oneri pensionistici. Il saldo di preconsuntivo 2025 registra un saldo negativo di € 458.977.500 inferiore a quanto previsto inizialmente (€-839.675.000); tale risultato è dovuto sia ad un incremento dei contributi relativi al Fondo Generale quota B, al Fondo della Medicina Generale e a quello della Specialistica Esterna, mentre la spesa totale per prestazioni, a preconsuntivo 2025, risulta in diminuzione rispetto alla previsione formulata inizialmente per effetto di una prudenziale stima che ha tenuto conto della possibilità di poter accedere al pensionamento anticipato. Relativamente ai dati di previsione 2026 il saldo risente sotto il profilo delle entrate contributive: – di un incremento rispetto al preconsuntivo 2025 dei contributi complessivi del Fondo Generale Quota A imputabile principalmente ai contributi di base obbligatori; – dell’incremento rispetto al preconsuntivo 2025 dei contributi dovuti dagli iscritti al Fondo di Previdenza Generale “Quota B” per i quali era stata effettuata una stima prudenziale basata sul dato storico dei redditi dei professionisti; – del decremento dei contributi per la gestione della Medicina Generale, dovuto alla diminuzione dei contributi riferiti agli anni precedenti; – ad un invariato importo delle entrate contributive per il Fondo degli Specialisti Ambulatoriali, che, come nel Fondo della Medicina Generale, non registrano più arretrati contributivi dovuti a seguito del nuovo ACN di categoria; – alla stabilità dei contributi ordinari relativi al Fondo degli Specialisti Esterni e di un decremento di quelli riferiti agli anni precedenti. Sotto il profilo degli oneri previdenziali previsti per il 2026, l’analisi della classe pensionanda evidenzia un incremento degli iscritti che maturano il requisito anagrafico per accedere al trattamento ordinario; pertanto, si è stimato un onere complessivamente in aumento per tutte le gestioni. Per l’esercizio 2026, la gestione patrimoniale, distinta tra immobiliare – beni reali e finanziaria, si prevede che nel suo insieme possa conseguire proventi lordi per € 874.892.200 a cui vanno detratti oneri per € 25.976.800 ed imposte per € 158.321.000 per cui si ottiene un risultato netto di € 690.594.400, in lieve decremento rispetto al risultato di previsione 2025 (€ 710.480.700) e rispetto al risultato del preconsuntivo 2025 (€ 732.452.020). Per quanto riguarda la gestione immobiliare e beni reali, la previsione 2026 dei proventi si riferisce prevalentemente alla stima dei dividendi che le Sgr prevedono di distribuire nel corso del prossimo esercizio. Oltre ai canoni di locazione riferiti ai 3 alberghi di proprietà della Fondazione. Sono altresì stati stimati gli oneri fiscali sui già menzionati dividendi e possibili costi che si dovessero rendere necessari nel corso del 2026 nell’ambito di tematiche, specifiche o impreviste, nella gestione o nella struttura di Governance del patrimonio. Per quanto riguarda i dati di preconsuntivo 2025 si riscontrano tra i proventi, i canoni di locazione per gli immobili relativi ai fabbricati ad uso alberghiero rimasti in capo alla Fondazione, oltre al relativo recupero spese. Gli oneri sono prevalentemente riferiti al prosieguo di alcune linee di attività del patrimonio ceduto che dovrebbero essere ultimate entro il prossimo esercizio. Nella previsione 2026 della gestione finanziaria, come di consueto è stato adottato il principio della prudenza, in virtù del quale, tra i componenti positivi derivanti dagli investimenti patrimoniali, sono stati considerati solo quelli che rappresentano il requisito della “più che probabile realizzazione”. La previsione della Gestione Finanziaria 2026, difatti, si basa prevalentemente sui flussi derivanti da cedole e dividendi, senza contemplare plusvalenze e minusvalenze, sia realizzate sia da valutazione, differenze attive/passive su cambi e tutto ciò che potrebbe derivare, nel breve periodo, dalle fluttuazioni non prevedibili dei prezzi del mercato finanziario; tali importi verranno rilevati a consuntivo alla fine dell’esercizio. A completamento di quanto sopra, si evidenzia, con riguardo al preconsuntivo 2025 della Gestione Finanziaria che lo stesso, è principalmente basato su quanto consuntivato dal portafoglio finanziario al 31/8, in funzione della ordinaria attività di compravendita dei gestori con delega sui portafogli di gestione. La gestione amministrativa e di funzionamento comprende tutti gli oneri connessi all’attività di gestione della Fondazione (acquisti, prestazioni professionali, costi per gli Organi Statutari, utenze, servizi, oneri vari di gestione e costi per il personale) e per l’esercizio 2026 presenta un risultato pari ad € 83.586.100 in linea rispetto alla previsione iniziale e in leggero aumento rispetto al preconsuntivo 2025 (€ 79.896.970). La differenza è imputabile a un incremento delle spese di funzionamento, ad un aumento delle quote di ammortamento e a minori proventi e recuperi di spese. Il dettaglio di tali scostamenti è rappresentato nelle note di commento alle voci di bilancio. Relativamente ai dati di preconsuntivo 2025, il totale risulta decrementato di € 3.109.938 rispetto alla previsione iniziale.» (Fonte: bilancio preventivo Enpam 2026).
Ovviamente, se la configurazione giuridica del rapporto di lavoro cambia per forza di legge (passaggio volontario dei medici di famiglia da Enpam ad INPS), anche la contribuzione verrà attratta al polo pubblico.
Per questo la Fondazione Enpam si batte per il rinnovo puntuale degli accordi convenzionali e si oppone a che i suoi contribuenti siano attratti al polo pubblico della dipendenza e dell’Inps.
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