Dal Csm nuove regole sulla comunicazione giudiziaria
Aggiornate le linee guida del 2018: più tutela della reputazione e comunicazioni correttive sugli sviluppi favorevoli agli indagati.
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Via libera del Plenum: priorità a presunzione d’innocenza, aggiornamenti tempestivi e minore ricorso alle conferenze stampa.
Il Consiglio superiore della magistratura ha approvato le nuove linee guida sulla comunicazione degli uffici giudiziari, aggiornando il testo del 2018 e introducendo misure volte a rafforzare la tutela della reputazione delle persone coinvolte nei procedimenti penali. Il via libera è arrivato nel Plenum del 10 giugno con una maggioranza ampia, al termine di un confronto complesso che ha portato all’elaborazione di diversi emendamenti.
Tra le principali novità figura l’obbligo di una comunicazione non soltanto rispettosa della presunzione di non colpevolezza, ma anche improntata ai principi di verità, necessità, proporzionalità, aggiornamento e riparabilità. L’obiettivo è evitare che notizie diffuse nelle fasi iniziali delle indagini producano effetti reputazionali permanenti, soprattutto nell’attuale ecosistema digitale, dove le informazioni circolano rapidamente e restano accessibili nel tempo.
Le linee guida introducono una distinzione più netta tra comunicazione iniziale, comunicazione reattiva e comunicazione di aggiornamento. In particolare, viene riconosciuta l’esigenza di informare l’opinione pubblica anche quando l’evoluzione del procedimento modifica in modo significativo il quadro originariamente comunicato. Archiviazioni, revoche, annullamenti, proscioglimenti e assoluzioni potranno quindi essere oggetto di comunicazioni correttive, secondo criteri di tempestività, visibilità e simmetria rispetto alla diffusione della notizia iniziale.
Su questo punto il Plenum ha individuato una soluzione di equilibrio: l’intervento correttivo d’ufficio resta previsto nella fase delle indagini preliminari, mentre nelle fasi successive sarà l’interessato a poter sollecitare la diffusione di aggiornamenti.
Le nuove regole limitano inoltre la partecipazione dei magistrati a conferenze stampa e incontri con i giornalisti, consentendola soltanto in casi specificamente motivati. La responsabilità della comunicazione viene ricondotta all’ufficio giudiziario nel suo complesso, con una chiara preferenza per i comunicati ufficiali rispetto alle conferenze stampa.
Una scelta che si inserisce nel solco della normativa sulla presunzione di innocenza e che trova conferma nei dati illustrati durante il dibattito in Plenum. Diverse Procure italiane, tra cui Milano, Pavia, Torino, Genova e Venezia, hanno infatti privilegiato i comunicati stampa, ricorrendo in misura minima o nulla alle conferenze stampa per informare l’opinione pubblica sulle attività giudiziarie.
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