Covip, attuare il sistema integrato pubblico-privato
'Settore fondi sanitari integrativi non efficacemente vigilato'
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“È da auspicarsi, al fine di fornire un’efficace risposta alle trasformazioni demografiche e sociali che investono il Paese, la realizzazione ordinata di un sistema di welfare integrato che sappia sfruttare i vantaggi derivanti da possibili sinergie da un lato, tra i diversi settori della previdenza, dell’assistenza e della sanità, e, dall’altro, tra il settore privato e quello pubblico”.
A sottolinearlo il presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) Mario Padula, ascoltato nella Bicamerale sugli Enti di previdenza, precisando che, in tale scenario, “i fondi pensione, oltre a costituire un modello per i fondi sanitari integrativi, potrebbero anche essere presi in considerazione perché siano ampliate le loro stesse funzioni nella direzione di un welfare integrato: ciò eventualmente – prosegue – anche tramite la costituzione di strutture di gruppo, nelle quali le parti sociali mantengano comunque un ruolo centrale nell’assicurare la governance complessiva e il coordinamento; strutture peraltro diffuse in paesi dove i fondi pensione sono da tempo molto sviluppati”, come i Paesi Bassi.
Per il vertice della Covip, “nonostante il gran numero di fondi sanitari operanti sul mercato, il settore dei fondi sanitari integrativi non è ancora adeguatamente regolato, né efficacemente vigilato. In tale contesto risulta necessario disporre di un adeguato sistema dei controlli, volto a presidiare la sana e prudente gestione dei fondi sanitari, ad assicurare appropriati standard di trasparenza e correttezza dei comportamenti degli operatori, nonché ad individuare e contrastare eventuali condotte elusive, o scorrette rispetto alle finalità da perseguire; finalità che giustificano anche i benefici fiscali attribuiti”, ha concluso.
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