Anno: XXVIII - Numero 203    
Lunedì 26 Ottobre 2026 ore 13:30
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PROFESSIONI, PARTE LA SFIDA DELLE RIFORME

Riforme, innovazione e previdenza al congresso del Notariato. Calderone promuove la solidarietà tra generazioni e il ruolo sociale degli studi professionali.

PROFESSIONI, PARTE LA SFIDA DELLE RIFORME

Le professioni non sono un mondo separato dalla società. Sono, al contrario, uno dei suoi punti di osservazione privilegiati, un presidio di competenze, responsabilità e legalità. È da questa consapevolezza che Marina Calderone, ministra del Lavoro, ha rilanciato il ruolo degli studi professionali, definendoli «una finestra sul mondo e la società», intervenendo a Roma al 62° congresso nazionale del Notariato, apertosi ieri pomeriggio.

Un riconoscimento che va oltre la celebrazione di una categoria. Per Calderone, i valori presidiati dal Notariato rappresentano «un punto di riferimento per tutte le altre professioni ordinistiche italiane». Un’affermazione che attribuisce ai notai una funzione centrale nel sistema professionale: non soltanto garanti della certezza degli atti e dei rapporti giuridici, ma interpreti di un cambiamento che investe l’economia, le famiglie, le imprese e le istituzioni. Nelsuo intervento, la ministra ha riservato un’attenzione particolare alla Cassa di previdenza del Notariato, indicandola come esempio di un modello fondato sulla «solidarietà intergenerazionale». Un tema che attraversa l’intero universo delle professioni: la sostenibilità delle pensioni, la protezione dei professionisti nelle diverse fasi della carriera e la capacità di costruire un equilibrio tra generazioni.

La previdenza professionale è chiamata a confrontarsi con trasformazioni profonde: mutamenti demografici, ingresso dei giovani, discontinuità dei redditi e nuove esigenze di welfare. La solidarietà tra chi lavora oggi e chi ha già concluso la propria attività non può dunque essere soltanto un principio da proclamare. Deve tradursi in un sistema capace di tenere insieme sostenibilità finanziaria, adeguatezza delle prestazioni e prospettive per le nuove generazioni.

Il richiamo di Calderone al modello notarile assume così un significato che supera i confini della categoria. La tenuta delle Casse previdenziali costituisce una questione strategica per il futuro delle libere professioni, chiamate a garantire autonomia e protezione sociale senza perdere di vista il ricambio generazionale.

A dare la dimensione politica dell’appuntamento è stato anche il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha rivendicato l’impegno del governo sul fronte del riordino delle professioni.

«Abbiamo voluto dare vita a quello che, senza timore di smentita, è il più ampio e corposo pacchetto di riforme della storia repubblicana che è stato destinato alle professioni», ha dichiarato la premier, definendo il percorso avviato dall’esecutivo un intervento complessivo di riordino, ammodernamento e razionalizzazione degli ordini professionali, atteso da decenni.

La sfida, nelle parole di Meloni, è accompagnare un settore che cambia rapidamente, evitando che le trasformazioni economiche e tecnologiche si traducano in un fattore di esclusione. Accesso alla professione, innovazione digitale, passaggio generazionale, etica e responsabilità sono i capitoli di una transizione che richiede regole aggiornate e istituzioni capaci di sostenere chi opera quotidianamente al servizio dei cittadini e delle imprese.

Il punto politico è chiaro: la modernizzazione degli ordinamenti professionali viene indicata dal governo come una componente strutturale della propria agenda, non come una semplice manutenzione normativa. Resta, naturalmente, la prova dell’attuazione: saranno i risultati concreti delle riforme a misurarne la portata e la capacità di rispondere alle attese delle categorie.Meloni ha inoltre sottolineato la funzione dei notai nella prevenzione e nel contrasto dei reati, con particolare riferimento alle frodi e al riciclaggio. Un ruolo che trova riscontro nel contributo della categoria alle segnalazioni di operazioni sospette: secondo quanto riferito dalla presidente del Consiglio, ai notai è riconducibile oltre il 90% delle segnalazioni complessivamente trasmesse dai professionisti e dagli altri operatori dei settori finanziari.

Un dato che la premier ha richiamato per spiegare, anche a chi osserva il congresso dall’esterno, il valore pubblico dell’attività notarile. La funzione del notaio non si esaurisce nella certificazione della volontà delle parti: comprende anche un presidio di legalità a tutela del sistema economico e della collettività.

Per la ministra del Lavoro, il confronto con il Notariato ha anche una dimensione personale. Il 22 ottobre 2022, giorno dell’avvio del governo Meloni, segnò infatti la conclusione della sua esperienza alla guida del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro e del Comitato unitario delle professioni, incarichi ricoperti per 17 anni.

Un passaggio che Calderone ha ricordato dal palco del congresso, collegando il proprio percorso professionale alla responsabilità istituzionale di oggi.

Il messaggio che arriva da Roma riguarda dunque l’intero sistema ordinistico. Le professioni sono chiamate a innovarsi senza smarrire i principi che ne giustificano il ruolo pubblico. La politica, da parte sua, è chiamata a tradurre le promesse di riforma in strumenti efficaci. E le Casse previdenziali devono dimostrare che la solidarietà tra generazioni può continuare a rappresentare una garanzia concreta, non soltanto un patrimonio di valori.

È su questo terreno, tra riforme, responsabilità sociale e sostenibilità previdenziale, che si misurerà la capacità delle professioni di restare una finestra aperta sulla società che cambia.

 

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