Sondaggi, il campo largo sorpassa il centrodestra
Meloni resta in testa, Vannacci crolla.
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Il quadro dei sondaggi racconta una competizione sempre più aperta. Fratelli d’Italia conserva la leadership tra i partiti, ma il vantaggio di Giorgia Meloni non si traduce automaticamente in una maggioranza più solida. Il centrosinistra allargato, sommando le forze della coalizione, è ormai in grado di contendere il primato al centrodestra.
A complicare i calcoli sono soprattutto due variabili: Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che mantiene un peso significativo ma registra segnali di arretramento, e Più Uno, il progetto centrista legato a Ruffini e Gabrielli, ancora troppo debole per essere considerato decisivo, ma potenzialmente importante nella costruzione del campo largo.
- La tabella dei partiti
La rilevazione più recente di Alessandra Ghisleri per Only Numbers, presentata il 16 ottobre, va letta insieme alla Supermedia YouTrend/AGI del 15 ottobre. Sono due rilevazioni diverse: la prima fotografa il singolo sondaggio, la seconda sintetizza più istituti.
Partito | Only Numbers, 16 ottobre | Supermedia, 15 ottobre |
Fratelli d’Italia | 27,8% | 27,2% |
Partito Democratico | 20,0% | 20,1% |
Movimento 5 Stelle | 11,1% | 12,4% |
Forza Italia | 7,7% | 7,4% |
Futuro Nazionale | 6,8% | 7,2% |
Alleanza Verdi e Sinistra | 6,6% | 6,4% |
Lega | 6,0% | 6,0% |
Azione | n.d. | 3,2% |
Italia Viva | n.d. | 2,4% |
+Europa | n.d. | 1,7% |
Più Uno, progetto Ruffini-Gabrielli | 0,7% | Non rilevato |
- Il confronto tra le coalizioni
Campo largo
43,1%
Centrodestra
42,9%
Vantaggio del campo largo: appena 0,2 punti percentuali. Rispetto alla rilevazione precedente, il centrodestra guadagna 1,8 punti, mentre il campo largo ne perde 0,3.
Il dato decisivo è che nessuno dei due schieramenti può considerarsi oggi padrone della partita. La distanza è inferiore al margine che può separare due rilevazioni successive e la composizione delle coalizioni incide direttamente sul risultato.
Secondo la Supermedia, entrambi gli schieramenti superano il 42%, soglia prevista dal sistema elettorale ipotizzato nelle analisi citate per accedere al premio di maggioranza. Il risultato, tuttavia, dipende dalla configurazione delle alleanze e non rappresenta una previsione certa del voto.
- L’analisi politica: cinque indicazioni
- Meloni resta la protagonista, ma il centrodestra non è fuori pericolo.
Fratelli d’Italia conserva un vantaggio netto sul Pd: 7,8 punti nel sondaggio Ghisleri. È una distanza consistente, che conferma la centralità elettorale di Meloni. Ma la forza del primo partito non coincide automaticamente con quella della coalizione. Il recupero del centrodestra nella Supermedia deriva anche dalla nuova configurazione dello schieramento, con l’ingresso di Sud chiama Nord, accreditato dell’1,1%.
- Il Pd cresce, ma Schlein non ha ancora risolto la questione della leadership.
Il 20% di Ghisleri e il 20,1% della Supermedia confermano il Pd come seconda forza nazionale. La crescita di mezzo punto nel sondaggio Only Numbers è un segnale positivo per Elly Schlein. Ma il problema del campo largo è più ampio: il Pd deve tenere insieme le proprie ambizioni di guida, il peso del M5S e le richieste degli alleati. Il recupero del partito non basta a dimostrare che la coalizione abbia risolto le proprie contraddizioni.
- Conte perde terreno nel sondaggio Ghisleri: il duello con Schlein si riapre.
Il Movimento 5 Stelle scende all’11,1% in Only Numbers, perdendo 0,6 punti, mentre il Pd sale al 20%. La distanza tra i due partiti si allarga e indebolisce, almeno sul piano numerico, la pretesa del M5S di contendere ai democratici la guida del fronte progressista. La Supermedia, che colloca i pentastellati al 12,4%, invita però a non trasformare il dato di un singolo istituto in una tendenza definitiva.
- Vannacci arretra: Futuro Nazionale non è ancora il terremoto annunciato.
Futuro Nazionale scende al 6,8% nel sondaggio Ghisleri e al 7,2% nella Supermedia, che registra una perdita di mezzo punto in due settimane. Forza Italia torna davanti al partito di Vannacci nella media nazionale. È un segnale che ridimensiona la sua corsa, senza cancellarne il peso. Il nodo resta politico: quanto consenso può sottrarre alla Lega e agli altri alleati, e quanto può invece ampliare il bacino complessivo del centrodestra? Le simulazioni sulle coalizioni indicano che il suo eventuale contributo non può essere valutato soltanto sommando percentuali: conta anche la capacità di trasferire quei voti in un’alleanza.
- Ruffini è ancora piccolo, ma il suo progetto potrebbe pesare nella partita delle alleanze.
Lo 0,7% attribuito a Più Uno da Only Numbers è una partenza modesta. Non autorizza a parlare di un nuovo polo già competitivo. Il progetto Ruffini-Gabrielli, tuttavia, pone una questione strategica: esiste uno spazio per un’area centrista che allarghi il campo progressista verso elettori moderati? La risposta non dipenderà soltanto dal consenso iniziale, ma dalla credibilità del progetto, dalla sua organizzazione e dalla capacità di non sovrapporsi a Italia Viva e alle altre forze centriste.
- Il vero problema del campo largo
Il centrosinistra ha un vantaggio numerico minimo, ma deve affrontare una difficoltà politica che i sondaggi non risolvono: la leadership.
Schlein può rivendicare il primato del Pd; Conte può contare su un M5S ancora sopra l’11% nel sondaggio Ghisleri e al 12,4% nella Supermedia; Renzi dispone di una forza più piccola, ma potenzialmente decisiva negli equilibri parlamentari. A questo si aggiunge la scommessa centrista di Ruffini.
Il rischio è che la competizione interna consumi le energie necessarie a costruire un programma comune. Le primarie possono diventare uno strumento di legittimazione, ma anche un campo di battaglia che esasperi le divisioni prima ancora di stabilire le regole dell’alleanza.
Il centrodestra, al contrario, deve fare i conti con una concorrenza interna diversa: il rapporto tra Meloni, Salvini, Tajani e Vannacci. La crescita di Forza Italia e il calo di Futuro Nazionale modificano i rapporti di forza, mentre la Lega resta attorno al 6% nella Supermedia.
Conclusione
La fotografia del 18 ottobre restituisce una competizione aperta, non un cambio di governo già scritto. Meloni mantiene una leadership personale e partitica robusta; il campo largo è competitivo sul piano aggregato, ma non ha ancora dimostrato di possedere una leadership condivisa e una strategia stabile. Vannacci perde slancio, mentre Ruffini è ancora lontano da una consistenza elettorale significativa.
La prossima partita si giocherà su tre fronti: chi guida il campo largo, quanto Futuro Nazionale riesce a consolidare il proprio consenso e se i centristi possono diventare decisivi senza frammentare ulteriormente le coalizioni. Per ora, i numeri autorizzano a parlare di equilibrio instabile, non di un vincitore annunciato.
Analisi della situazione politica italiana – aggiornamento al 18 ottobre 2026
Fonti: Only Numbers/Ghisleri, 16 ottobre; Supermedia YouTrend/AGI, 15 ottobre. “n.d.” indica un dato non disponibile nella rilevazione riportata.
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