Legge elettorale: le finte preferenze di Meloni fanno felici Tajani e Salvini
Il compromesso voluto dalla premier prevede un capolista bloccato e fino a tre preferenze in una lista di sei o sette nomi già stampati sulla scheda.
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Accontentati i vicepremier, che vedono intatta la possibilità di paracadutare i fedelissimi in caselle blindate. Sì dalla Lega, anche Forza Italia verso il via libera
La Lega dice sì all’emendamento sulle preferenze presentato da Fratelli d’Italia. Un semaforo verde arrivato sul gong, nel giorno in cui la legge elettorale va in aula alla Camera. Anche Forza Italia starebbe valutando l’apertura. A convincere i due partiti, per mesi recalcitranti sull’introduzione di questo strumento, è il compromesso proposto dai meloniani: un sistema semi-bloccato con un candidato capolista indicato dalle segreterie di partito e la scelta a crocette tra altri sei candidati in lista.
Oggi debutta in aula lo Stabilicum, la nuova legge elettorale, fortemente voluta da Giorgia Meloni, che cancella i collegi uninominali e prevede un premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la coalizione che supera il 42%. A complicare il quadro, nei giorni scorsi, il pressing di FdI sulle preferenze, meccanismo che non convinceva gli alleati della premier. Almeno fino a ieri.
Il Carroccio si è riunito in mattinata per decidere come e se votare la modifica presentata da FdI. L’emendamento non è stato sottoscritto dagli altri alleati di FdI, a eccezione di Noi Moderati di Maurizio Lupi. Ma il testo era stato condiviso dagli sherpa meloniani. La modifica, depositata ieri alla Camera, viene apprezzata dalla Lega. “Avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti”, il partito di Matteo Salvini “darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole”.
Anche i berlusconiani, nonostante le divisioni interne e le critiche per l’eccessivo peso che viene così dato alla segreteria, dovrebbe capitolare. In questo momento, gli azzurri sono riuniti a Montecitorio. L’aula è convocata per le 14, ma l’orientamento di Forza Italia sembra “favorevole”: salvo sorprese, l’emendamento sulle preferenze, considerata una soluzione di mediazione, verrà approvato anche dal partito guidato da Antonio Tajani.
Una retromarcia annunciata dagli ultimi sviluppi, che però non esclude colpi di scena. Le opposizioni dovrebbero chiedere il voto segreto, così da stuzzicare gli indecisi nella Lega e, soprattutto, in Forza Italia. La partita, però, sembra chiusa prima di essere cominciata.
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