Anno: XXVIII - Numero 190    
Mercoledì 7 Ottobre 2026 ore 13:30
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Sicurezza nei Pronto soccorso

Nelle Marche un pulsante collegherà gli operatori alla Questura.

Sicurezza nei Pronto soccorso

Un collegamento diretto tra i Pronto soccorso e la Questura di Macerata per aumentare la sicurezza del personale sanitario e rendere più rapida l’attivazione delle forze dell’ordine in caso di necessità. È quanto prevede l’accordo sulla sicurezza degli operatori sanitari sottoscritto in Prefettura dal prefetto Giovanni Signer, dal questore Luigi Mangino e dal direttore generale dell’AST di Macerata Alessandro Marini. Il sistema interesserà i quattro Pronto soccorso della provincia: Macerata, Civitanova Marche, Camerino e San Severino Marche.

Il protocollo prevede l’impiego di tecnologie di allerta rapida attraverso pulsanti messi a disposizione del personale sanitario.

In caso di situazione potenzialmente pericolosa, il sistema permetterà di inviare una segnalazione verso postazioni dedicate, dotate di strumenti di monitoraggio e di segnali luminosi e sonori.

È previsto inoltre un sistema interfonico per la comunicazione bidirezionale tra gli operatori sanitari e la centrale operativa della Questura di Macerata.

L’obiettivo è ridurre i tempi necessari per segnalare un’emergenza e consentire alle forze dell’ordine di valutare rapidamente la situazione, favorendo un intervento più tempestivo e mirato.

Coinvolti i quattro Pronto soccorso della provincia

Il sistema riguarda complessivamente i presidi di Macerata, Civitanova Marche, Camerino e San Severino Marche, ma l’organizzazione operativa terrà conto anche della presenza delle diverse forze di polizia sul territorio.

Per i Pronto soccorso di Camerino e San Severino Marche è infatti in preparazione una specifica bozza di protocollo che dovrebbe prevedere anche la partecipazione del Comando provinciale dei Carabinieri di Macerata, considerato che in questi centri è l’Arma a presidiare il territorio.

La finalità resta la stessa: creare un collegamento più rapido tra i luoghi di cura e le centrali operative delle forze dell’ordine.

 

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