Anno: XXVIII - Numero 157    
Venerdì 21 Agosto 2026 ore 13:30
Resta aggiornato:

Home » Che aria tira nel “Campo Largo”?

Che aria tira nel “Campo Largo”?

Il sondaggio Piepoli ridisegna le gerarchie dell’opposizione: premiati Conte, Onorato e Salis. La segretaria Pd resta fuori dal podio.

Che aria tira nel “Campo Largo”?

Nel “campo largo” la partita della leadership è tutt’altro che chiusa. Anzi, il sondaggio dell’Istituto Piepoli, discusso a Omnibus su La7, fotografa un’opposizione nella quale le gerarchie politiche e quelle della fiducia personale non coincidono affatto. Giuseppe Conte resta il leader più apprezzato, ma alle sue spalle avanzano figure amministrative e territoriali che sembrano intercettare una domanda di novità, pragmatismo e minore conflittualità.

Il presidente del Movimento 5 Stelle conquista il primo posto con il 36% di giudizi positivi. Un dato significativo, perché conferma la sua capacità di mantenere una riconoscibilità personale superiore, almeno sul terreno della fiducia, a quella degli altri protagonisti dell’area progressista. Conte continua dunque a rappresentare il principale competitore interno per la leadership del fronte alternativo al centrodestra.

Ma la vera sorpresa arriva alle sue spalle. Alessandro Onorato, assessore di Roma Capitale, raggiunge il 32% di giudizi positivi nella rilevazione precedente richiamata dal sondaggista Piepoli. Il suo dato, pur non inserito materialmente nella graduatoria mostrata in trasmissione perché rilevato in un diverso momento, segnala un elemento politico interessante: una figura amministrativa, meno esposta nelle tradizionali dinamiche di partito, riesce a ottenere un consenso personale molto elevato.

Sul podio sale anche Silvia Salis, sindaca di Genova, con il 30%. Il risultato conferma quanto le esperienze amministrative possano diventare un laboratorio per la costruzione di nuove leadership nazionali. Salis precede infatti Elly Schlein, ferma al 29%, e questo è probabilmente il dato politicamente più delicato per il Partito democratico.

La segretaria dem non crolla, ma non riesce a trasformare il peso del principale partito dell’opposizione in una leadership personale altrettanto forte. In altre parole, il Pd resta il perno indispensabile di qualsiasi alleanza competitiva, ma la sua leader non domina il campo della fiducia. Ed è proprio qui che si apre il problema del “campo largo”: chi guida una coalizione nella quale il capo del partito più grande non è anche il leader più apprezzato?

Dietro Schlein si collocano Nicola Fratoianni, con il 23%, e Angelo Bonelli, con il 21%. Più distanti Matteo Renzi, al 17%, e Riccardo Magi, al 14%. La graduatoria fotografa quindi un arcipelago politico frammentato, nel quale nessun leader, Conte compreso, dispone di un consenso personale tale da chiudere definitivamente la partita.

La classifica della fiducia

Leader

Giudizi positivi

Giuseppe Conte

36%

Alessandro Onorato*

32%

Silvia Salis

30%

Elly Schlein

29%

Nicola Fratoianni

23%

Angelo Bonelli

21%

Matteo Renzi

17%

Riccardo Magi

14%

*Dato rilevato in una precedente rilevazione dell’Istituto Piepoli, come precisato durante la trasmissione.

Il messaggio politico è piuttosto chiaro. Il centrosinistra e il più ampio “campo largo” dispongono di diverse personalità competitive, ma non hanno ancora individuato un punto di sintesi. Conte è il più forte sul piano della fiducia, Schlein guida il maggiore partito dell’opposizione, mentre Onorato e Salis dimostrano che fuori dai tradizionali recinti nazionali esiste spazio per figure nuove e amministrativamente riconoscibili.

È una ricchezza, ma anche un problema. Perché una coalizione può vincere soltanto se riesce a trasformare la pluralità in una proposta comune. Altrimenti il rischio è che il “campo largo” resti proprio questo: largo, affollato e pieno di aspiranti protagonisti, ma senza un vero centro di gravità.

Il sondaggio Piepoli, insomma, non assegna una corona definitiva a nessuno. Dice però che la leadership dell’opposizione è ancora contendibile. E che, mentre Conte conserva il primato personale, Schlein dovrà fare i conti non soltanto con gli alleati e gli avversari, ma anche con una crescente concorrenza interna di figure che, almeno sul terreno della fiducia, cominciano a correre più velocemente dei partiti che dovrebbero rappresentarle.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter!Ricevi gli aggiornamenti settimanali delle notizie più importanti tra cui: articoli, video, eventi, corsi di formazione e libri inerenti la tua professione.

ISCRIVITI

Altre Notizie della sezione

È stata la P2!

È stata la P2!

20 Agosto 2026

Ecco che Ranucci tira fuori la carta formidabile, la regia occulta, il fantasma di Gelli che ogni volta ci trascina nella palude complottarda.

Archivio sezione

Commenti


×

Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie.