Il M5S ha perso la sua identità, si sono montati la testa senza leggere le istruzioni
Beppe Grillo rompe il silenzio con un post sul blog: M5s doveva cambiare la politica, la politica ha cambiato loro.
Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle nel 2009 insieme a Gianroberto Casaleggio, si è lasciato andare ad un lungo sfogo sullo stato attuale del gruppo: “Il Movimento 5 Stelle ha perso la sua identità e, soprattutto, quella “diversità” che lo aveva reso unico. Era nato per cambiare la politica ma poi la politica ha cambiato il Movimento. Doveva ascoltare i cittadini e ha cominciato ad ascoltare i sondaggi. Doveva occuparsi del futuro e ha finito per occuparsi delle poltrone”.
L’ex comico ha scritto questo post sul suo blog, intitolandolo “si sono montati la testa senza leggere le istruzioni” e, dopo un lungo silenzio, tornando ad occuparsi – in modo fortemente critico – del Movimento che, ricorda, “era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo”.
“Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse” continua Grillo, ricordando che “noi avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”.
Grillo passa poi ad un’analisi più generica della “crisi del modello occidentale”, più “profonda” e che porta i sintomi di “una malattia che la politica preferisce usare anziché curare”. Come ad esempio con “il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione”. “Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo”.
E allora il programma “dovrebbe partire da qui, dall’ascolto”. E le domande “riguardano la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità. Con una particolare attenzione all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulle nostre vite (dal lavoro, alla sanità fino alla sicurezza dei nostri dati personali). “Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio” avverte l’ex leader.
Nel post, Beppe Grillo collega la cosiddetta “rete” alla democrazia: “la rete – spiega – permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni.
Per concludere il post Grillo lancia una sorta di appello: “Ecco, il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere”.
Altre Notizie della sezione
Risarcimenti ai rapinatori, il diritto divide ancora
28 Luglio 2026La responsabilità civile riapre il dibattito: i familiari degli aggressori hanno davvero diritto al risarcimento?
Pd e Cgil usano l’antifascismo (e le violenze di piazza) per blindare il loro sistema di potere
27 Luglio 2026C'è una galassia di sinistra fatta da Cgil, pm, antagonisti e partito mediatico che mistifica i fatti e accusa il "pericolo nero". Ma il pericolo sono loro.
Via libera governo alla norma su imputabilità minori
24 Luglio 2026Il provvedimento interviene sull’articolo 98 del Codice penale.
