Avvocatura unita, sulle intercettazioni FI non arretra
Paolo Sisto esalta la riforma forense e rilancia il garantismo: no alle intercettazioni "a strascico" e stop alle fughe in avanti sulla legittima difesa.
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La riforma dell’ordinamento forense rappresenta uno dei pochi temi capaci di mettere d’accordo maggioranza e opposizione. Ne è convinto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, che rivendica il via libera definitivo alla legge delega come uno dei risultati più significativi della legislatura e, al tempo stesso, fissa una linea invalicabile per Forza Italia sulle questioni più controverse della giustizia: intercettazioni e garantismo.
Secondo Sisto, la riforma approvata dal Parlamento costituisce «una delle più rilevanti mai realizzate sull’ordinamento di una professione», grazie a un impianto moderno che introduce novità sulle specializzazioni, sul segreto professionale, sulle società tra avvocati, sul tirocinio, sull’esame di Stato e sul sistema disciplinare. Un intervento che, sottolinea il viceministro, adegua l’avvocatura alle trasformazioni del mercato senza sacrificare i principi deontologici.
Il dato politico, però, è forse ancora più significativo. La legge è stata approvata senza voti contrari sia alla Camera sia al Senato, un consenso trasversale che Sisto interpreta come il riconoscimento condiviso del valore costituzionale del diritto di difesa. «Sotto l’egida dell’avvocatura – osserva – maggioranza e opposizione hanno ridotto le distanze fino quasi ad annullarle».
Ora l’obiettivo del Ministero della Giustizia è accelerare sull’attuazione della delega. Il governo punta a predisporre rapidamente i decreti legislativi, coinvolgendo il Consiglio Nazionale Forense e tutte le componenti dell’avvocatura, nel rispetto dell’impianto approvato dal Parlamento.
Ben diverso il clima sui dossier più delicati della giustizia, dove all’interno della maggioranza emergono sensibilità differenti. A partire dal tema delle intercettazioni.
Su questo punto il viceministro non lascia spazio a interpretazioni. «Forza Italia non arretrerà di un centimetro», afferma, ribadendo la difesa della disciplina introdotta dall’attuale maggioranza sull’utilizzo delle cosiddette intercettazioni “a strascico”. Per Sisto il garantismo non è uno slogan politico, ma un principio costituzionale che impone di bilanciare efficacemente le esigenze investigative con i diritti della difesa.
Il viceministro respinge inoltre le critiche di chi sostiene che l’attuale normativa impedirebbe di scoprire nuovi reati. Se durante un’intercettazione autorizzata emergono elementi relativi a un diverso illecito, spiega, il pubblico ministero può comunque aprire una nuova indagine. Ciò che viene limitato è soltanto l’utilizzo indiscriminato delle captazioni, evitando che le intercettazioni si trasformino in strumenti di controllo generalizzato della vita privata.
«L’intercettazione esplorativa – osserva – è incompatibile con i principi dello Stato di diritto», perché finirebbe per trasformare l’attività investigativa in una ricerca indiscriminata di possibili reati.
Sisto minimizza anche le conseguenze politiche della sconfitta referendaria sulla giustizia. A suo giudizio il centrodestra deve voltare pagina e concentrarsi sulle riforme ancora realizzabili entro la fine della legislatura, indicando tra le priorità la prescrizione, la responsabilità dei medici, la revisione della disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti e gli interventi per accelerare il processo civile.
Netta anche la bocciatura della proposta avanzata dalla Lega sulla legittima difesa. Eliminare i requisiti della proporzionalità tra offesa e difesa e del pericolo attuale, avverte Sisto, significherebbe alterare principi fondamentali del diritto penale, trasformando in leciti comportamenti che oggi restano illeciti.
Più favorevole, invece, l’orientamento sulla norma che punta a escludere il risarcimento dei danni per chi rimane ferito mentre commette reati gravi, come rapine o violenze. Il principio, spiega il viceministro, è quello del “rischio colpevole”: chi decide volontariamente di compiere un grave delitto deve assumersi anche le conseguenze della reazione della vittima, senza poter pretendere un indennizzo.
Tra il successo della riforma forense e le tensioni interne alla maggioranza sulla giustizia, il messaggio politico di Sisto resta chiaro: l’avvocatura può rappresentare un terreno di unità istituzionale, ma sul garantismo Forza Italia non intende fare passi indietro.
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