PERDONO AI MEDICI NO VAX MATTARELLA STORCE IL NASO
Il cauto sondaggio del Colle con il ministero della Salute per capire se l'emendamento che riabiliterebbe i medici radiati sia una boutade di qualche parlamentare o un'idea del governo.
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Lo scontro non si vede, per ora resta sottotraccia e potrebbe essere rimandato a settembre, come un alunno svogliato, insieme al suo compagno di banco. Al centro del contendere, dopo il disegno di legge sulla caccia che tornerà sotto esame in autunno, è infatti il reintegro di medici e infermieri no-vax, che potrebbe seguire la stessa sorte, entrambi sospesi in un limbo che scorre tra palazzo Chigi e Quirinale. Il primo banco di prova comunque ci sarà mercoledì, quando si riunirà la conferenza dei capigruppo della Camera: se il ddl sulle professioni sanitarie che contiene la norma controversa, sarà calendarizzato immediatamente vuol dire che il governo mette in conto un nuovo braccio di ferro con il Colle, se invece il ddl fosse rimandato a settembre il tempo potrebbe portare a un raffreddamento del clima.
Perché meno di una settimana fa il partito di Giorgia Meloni ha presentato e fatto approvare in commissione Affari sociali alla Camera un emendamento al ddl sulle professioni sanitarie che prevede, entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, una finestra per permettere ai sanitari radiati di presentare istanza di reiscrizione, ma soltanto nei casi in cui il ricorso risulti ancora pendente davanti alla Commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie. Se la radiazione invece viene da una condanna penale, la domanda potrà essere presentata solo dopo la riabilitazione.
Un testo che ha spinto Sergio Mattarella ad avviare un cauto sondaggio presso il ministero della Salute per sapere se l’emendamento era voce dal sen fuggita o intenzione seria. Per il Colle equivarrebbe a parificare i medici che hanno seguito le regole a quelli che le hanno disattese. Anche nella “categoria” dei sanzionati poi si creerebbe una discriminazione salvando chi diffonde teorie antiscientifiche sul Covid e non salvando chi lo fa sui vaccini per l’infanzia o sugli antibiotici. Una risposta ufficiale dal ministero ancora non c’è stata, il Quirinale attende di vedere se l’emendamento verrà cassato in qualche modo (può essere corretto o cancellato nel passaggio al Senato). Di certo il segnale fatto arrivare al governo è che no, così com’è l’emendamento non passa, il presidente avrebbe forti problemi a firmare una legge con dentro quella norma.
Del resto lo stesso Mattarella non più tardi di due mesi fa davanti a infermieri e medici aveva ricordato “il contributo decisivo e l’appassionata dedizione che vi ha contraddistinto in occasione della pandemia da Covid, drammatica, lunga emergenza – che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime – e che qualcuno, dimenticando i tanti morti di quei tragici giorni, vorrebbe derubricare a poco più di una leggera influenza” ed ha chiesto di non “dimenticare gli sforzi spesso eroici – ripeto, eroici – e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario”.
Nulla a che vedere con le polemiche sulla commissione Covid, ovviamente, ma certo il clima anche tra operatori sanitari non è dei più sereni, tanto che la rappresentanza dei medici, la Fnomceo, ha espresso “sconcerto e delusione” per il sì all’emendamento che è “una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Ed è un affronto alle vittime del Covid, e, tra loro, ai 383 medici e odontoiatri ea tutti i professionisti della salute che hanno sacrificato la loro vita per continuare a curare” ha detto il Presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, a botta calda. Un altro provvedimento sotto esame, dopo quello sulla caccia, per il quale si attende di capire se l’estate porta consiglio.
Di Barbara Tedaldi su Huffpost.
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