PIÙ SOLDI AI MEDICI O IL SSN PERDERÀ LA SFIDA
Il presidente della Fnomceo Anelli richiama i dati Gimbe sul finanziamento pubblico: servono più risorse per il Ssn, con una quota significativa destinata a retribuzioni e condizioni di lavoro.
In evidenza
La prossima Legge di Bilancio deve segnare un cambio di passo sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale, con una parte significativa delle risorse destinata a medici e altri professionisti sanitari. È la richiesta del presidente della Fnomceo, Filippo Anelli, che commenta i nuovi dati diffusi dalla Fondazione GIMBE sulla spesa sanitaria pubblica italiana.
Secondo i dati richiamati da Fnomceo, nel 2025 l’Italia ha destinato alla sanità pubblica il 6,2% del Pil, contro il 7,1% della media Ocse ed europea. Il Paese è quindicesimo in Europa per spesa pubblica pro capite e ultimo tra i Paesi del G7, con un divario rispetto alla media dei Paesi europei dell’area Ocse pari a 36,1 miliardi di euro.
Per Anelli, il tema non riguarda più soltanto la quantità delle risorse. «Se questa tendenza continuerà, rischiamo di cambiare il modello sociale del nostro Paese», afferma. Il presidente FNOMCeO richiama anche i dati GIMBE secondo cui nel 2024 sono stati 5,8 milioni gli italiani che hanno rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici, mentre aumentano il ricorso alla spesa privata e le disuguaglianze sociali e territoriali.
Secondo Anelli, il rischio è un progressivo passaggio da un sistema universalistico a un modello nel quale l’accesso alle cure dipende sempre più dalle disponibilità economiche individuali. Da qui la richiesta di intervenire non soltanto sul finanziamento complessivo, ma anche sulle priorità di investimento.
«La prima priorità sono i professionisti, perché è il capitale umano a reggere il Servizio sanitario nazionale», sottolinea Anelli. FNOMCeO richiama la “questione medica” posta dalla Federazione dal 2021 e la necessità di restituire valore al lavoro del medico attraverso retribuzioni adeguate, migliori condizioni di lavoro, maggiore autonomia professionale, sicurezza, conciliazione tra vita e professione e più tempo per la cura e la comunicazione con il paziente.
Il presidente Fnomceo collega il tema del personale anche alla riorganizzazione territoriale. «Possiamo costruire Case della Comunità e Ospedali di Comunità, acquistare tecnologie e innovare l’organizzazione, ma senza medici e altri professionisti sanitari motivati e messi nelle condizioni di lavorare bene, quelle strutture rischiano di non trasformarsi in servizi reali per i cittadini».
Anelli richiama infine la prossima Legge di Bilancio come passaggio decisivo. «Servono risorse adeguate per il Servizio sanitario nazionale, ma una parte significativa di queste risorse deve essere destinata al capitale umano, alle retribuzioni e alle condizioni di esercizio professionale. Investire nei medici e negli altri professionisti significa investire concretamente nell’accessibilità e nella qualità delle cure».
Altre Notizie della sezione
NO AL SEQUESTRO DEL LAVORO DEI PROFESSIONISTI
03 Settembre 2026Il «setaccio fiscale» rischia di trasformare i compensi in bottino erariale.
LA SFIDA DEL FUTURO DEI CONSULENTI DEL LAVORO
02 Settembre 2026Dieci anni di trasformazioni, nuove competenze e opportunità sempre maggiori.
SETTEMBRE PORTA LE RIFORME ALLA CAMERA
01 Settembre 2026Commercialisti e sanità in aula, mentre avanzano anche i nuovi ordinamenti di 15 professioni.
