ESCLUSIVITÀ DEI MEDICI, SCONTRO TRA ANAAO E FORZA ITALIA
Il sindacato minaccia la mobilitazione. FI smentisce: nessun obbligo, confronto sul merito.
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Lo scontro sull’esclusività dei medici del Servizio sanitario nazionale si trasforma in un caso politico. Da una parte Anaao Assomed, il principale sindacato dei dirigenti medici e sanitari, che denuncia un tentativo di modificare unilateralmente le regole del rapporto di lavoro e annuncia lo stato di agitazione se l’emendamento non verrà ritirato. Dall’altra Forza Italia, che respinge ogni accusa, sostiene che il testo sia stato frainteso e ribadisce di non voler abolire né il principio dell’esclusività né la relativa indennità economica.
Al centro della polemica c’è l’emendamento presentato dagli azzurri alla legge delega di riforma delle professioni, attualmente all’esame della Camera. Secondo Anaao, la proposta aprirebbe la strada all’impiego dei medici ospedalieri nelle Case della comunità, superando i vincoli contrattuali oggi esistenti senza alcun confronto preventivo con le organizzazioni sindacali.
Il segretario nazionale dell’Anaao Assomed, Pierino Di Silverio, non usa mezzi termini. «Non accettiamo che vengano superati unilateralmente i vincoli contrattuali per farci lavorare, secondo regole ancora sconosciute e a costo zero nelle Case di comunità». Una critica che investe non soltanto il merito dell’iniziativa parlamentare, ma soprattutto il metodo adottato.
Il sindacato ricorda di aver più volte chiesto al Governo l’apertura di un tavolo sul futuro della medicina territoriale e sul ruolo dei medici dipendenti nelle nuove Case della comunità previste dal Pnrr, senza ricevere alcuna risposta. «Non siamo i tappabuchi di un sistema al collasso, e non certo per nostra responsabilità», afferma Di Silverio, ribadendo che qualsiasi attività aggiuntiva dovrà restare una libera scelta del professionista oppure essere collegata all’attribuzione di specifici incarichi organizzativi e gestionali.
Da qui l’avvertimento: se l’emendamento dovesse proseguire il proprio iter senza modifiche o senza un confronto preventivo con i rappresentanti della categoria, Anaao è pronta a proclamare lo stato di agitazione.
La replica di Forza Italia arriva nel giro di poche ore ed è altrettanto netta. Per il partito, le dichiarazioni del sindacato «sembrano nascere da una lettura non corretta del contenuto dell’emendamento».
Gli azzurri chiariscono che non esiste alcuna intenzione di cancellare il principio dell’esclusività del rapporto di lavoro dei medici del Servizio sanitario nazionale né tantomeno di eliminare l’indennità economica che remunera tale scelta. L’obiettivo dichiarato sarebbe invece quello di aumentare l’offerta di prestazioni ai cittadini, contribuire alla riduzione delle liste d’attesa e valorizzare le professionalità già presenti nel sistema sanitario pubblico.
Forza Italia respinge inoltre con decisione l’ipotesi che i medici possano essere obbligati a prestare servizio nelle Case della comunità. L’emendamento, spiegano gli esponenti del partito, prevederebbe esclusivamente la possibilità di svolgere attività aggiuntive su base volontaria, al di fuori dell’orario istituzionale, senza alcun obbligo per i professionisti.
Secondo gli azzurri, proprio il carattere volontario dell’attività dimostrerebbe che non vi è alcun tentativo di modificare forzatamente il rapporto di lavoro né di comprimere i diritti dei medici dipendenti.
Nella nota diffusa dopo le dichiarazioni di Anaao, Forza Italia invita quindi il sindacato ad aprire un confronto sul merito della proposta, evitando di alimentare timori che, a giudizio del partito, il testo dell’emendamento non giustificherebbe.
La vicenda, tuttavia, non si chiude con la replica politica. Anaao rilancia immediatamente, spostando l’attenzione soprattutto sul metodo seguito.
«Prendiamo atto della replica di Forza Italia, ma non possiamo accettare che si derubrichi a “lettura non corretta” una preoccupazione che nasce da un metodo di lavoro, oltre che dal contenuto, profondamente sbagliato», afferma nuovamente Pierino Di Silverio.
Per il sindacato, se davvero le finalità dell’emendamento coincidono con quelle dichiarate da Forza Italia — rafforzare la medicina territoriale, ampliare l’offerta di prestazioni e valorizzare i professionisti — sarebbe stato naturale discuterne prima con chi quei professionisti rappresenta.
Anaao sottolinea infatti come l’emendamento sia stato conosciuto attraverso gli organi di informazione e non nell’ambito di un confronto istituzionale. Una scelta che, secondo il sindacato, alimenta inevitabilmente diffidenza e tensione.
Pur mantenendo la minaccia della mobilitazione, Di Silverio apre però al dialogo. Anaao si dice disponibile a un incontro con i promotori dell’emendamento e con i vertici di Forza Italia prima che il testo prosegua l’iter parlamentare. L’obiettivo è verificare se le intenzioni politiche dichiarate trovino effettivamente riscontro nella formulazione della norma.
Il nodo, insiste il sindacato, resta proprio il testo dell’emendamento, che «per come è scritto, presenta contenuti diversi da quelli enunciati».
La partita, dunque, è ancora aperta. Da un lato Forza Italia difende una proposta che considera uno strumento per rafforzare il Servizio sanitario nazionale senza intaccare i diritti dei medici; dall’altro Anaao chiede garanzie formali e soprattutto un coinvolgimento preventivo delle rappresentanze professionali prima di modificare l’equilibrio tra ospedale e medicina territoriale.
Il confronto parlamentare dirà se lo scontro potrà trasformarsi in un tavolo negoziale oppure se, come minacciato dal principale sindacato dei medici ospedalieri, la vicenda sfocerà in una mobilitazione nazionale della categoria.
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