Napoli, la Biblioteca di Castel Capuano compie 130 anni
Ben più di un lascito. Non si tratta di una testimonianza dormiente. Tra gli scaffali vive una grande tradizione giuridica
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In tempi di utilizzo sfrenato di smartphone, tablet e computer, di scrollate infinite sui monitor che hanno alterato anche le capacità di lettura e apprendimento – senza tralasciare il conforto sempre più ricorrente dell’Intelligenza artificiale –, leggere e sfogliare un libro è ancora possibile. Non chiamiamolo, però, un lusso o una testimonianza da “reduci”. È una possibilità riconosciuta a tutti. Basta volerlo; basta cercare quello che si vuole e non spegnere il fuoco sacro della curiosità, che dovrebbe appartenere ad ogni uomo e donna di diritto.
A Napoli l’avvocatura può vantare un patrimonio librario di inestimabile valore, custodito nella Biblioteca di Castel Capuano, che fra pochi giorni compirà 130 anni. La Biblioteca venne inaugurata il 19 luglio 1896. Un anniversario che sottolinea il legame con una grande storia, un ancoraggio al presente per costruire un futuro migliore. Da quando è stata fondata la Biblioteca rappresenta non solo un vanto per l’Ordine degli avvocati partenopeo, ma dimostra un profondo legame con la magistratura nella consapevolezza che nella giurisdizione non esistono protagonisti e comparse. Gli oltre 90 mila volumi presenti a Castel Capuano, con testi che coprono almeno quattro secoli di storia, sono la prova del vincolo intellettuale che storicamente anima il rapporto fra avvocati e magistrati. Le collezioni della biblioteca si sono arricchite nel corso degli anni grazie alle donazioni dell’avvocatura, testimone degli sviluppi della cultura giuridica e forense della città di Napoli. I libri sono catalogati e sistemati nei locali già sede della Settima Sezione Civile del Tribunale. Novanta anni fa, nell’ottobre del 1936, fu deciso di dare una maggiore e più ampia sede al tesoro librario su iniziativa del sindacato degli avvocati e dei procuratori. La scelta cadde sull’odierno Salone delle conferenze, la grande Sala un tempo luogo di riunione del Gran Consiglio con la Regina Giovanna I e poi aula della Gran Corte Criminale, dove furono celebrati i processi del 1848 e dove venne condannato a morte, nel 1857, il letterato e patriota Luigi Settembrini.
Nella Biblioteca di Castel Capuano il tempo non si è fermato: vive tra centinaia di migliaia di pagine che non dormono tra gli scaffali. Raccontano il lavoro di generazioni di giuristi, l’impegno a difesa dei diritti. Ogni giorno che passa i libri tramandano una storia, di toga in toga. Oggi il diritto viene scritto con nuovi strumenti e con nuovi approcci genera nuovi orientamenti. Ma con un’anima che non potrà mai essere snaturata.
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