Occupazione in crescita per le Professioni sanitarie
Lauree delle Professioni sanitarie, occupazione record: quasi 9 laureati su 10 trovano lavoro in un anno.
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Le lauree delle Professioni sanitarie si confermano quelle con i migliori sbocchi occupazionali in Italia. A un anno dal conseguimento del titolo, l’87,9% dei laureati del 2024 risulta occupato, in crescita rispetto all’84,8% rilevato nell’indagine precedente. Un risultato che mantiene le Professioni sanitarie al primo posto tra tutti i gruppi disciplinari analizzati da AlmaLaurea. I dati emergono dal XXVIII Rapporto AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei laureati, presentato l’11 giugno 2026 all’Università della Basilicata. A commentarli è Angelo Mastrillo, docente di Organizzazione delle Professioni Sanitarie all’Università di Bologna, che evidenzia come il settore continui a offrire le migliori prospettive occupazionali del panorama universitario italiano.
Secondo l’analisi di Mastrillo, il rapporto ha preso in esame i 18.957 laureati di primo livello delle 22 Professioni sanitarie che hanno conseguito il titolo nel 2024. Tra gli oltre 11mila laureati che hanno risposto all’indagine, gli occupati sono risultati 10.106, pari all’87,9%.
La quota degli occupati è salita all’87,9% rispetto all’84,8% dello scorso anno e all’87,0% registrato nel 2007, anno delle prime rilevazioni AlmaLaurea, sottolinea Mastrillo. Si tratta del valore più elevato registrato negli ultimi diciotto anni.
L’incremento riguarda quasi tutti gli ambiti disciplinari universitari, ma le Professioni sanitarie mantengono il primato assoluto per occupabilità, confermando una domanda di personale che continua a rimanere elevata.
Infermieristica sfiora il 90% di occupazione
Tra le diverse aree delle Professioni sanitarie, quella infermieristica registra una delle crescite più significative.
L’occupazione dei laureati in Infermieristica e Ostetricia passa infatti dall’85,1% all’89,1%, con un incremento di quattro punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Analizzando le singole professioni, il corso di laurea in Infermieristica raggiunge un tasso occupazionale dell’89,7% a un anno dalla laurea, in aumento rispetto all’85,5% della precedente rilevazione.
Davanti agli infermieri si collocano soltanto Podologi (91,1%), Igienisti dentali (90,7%) e Fisioterapisti (90%), mentre Infermieri, Logopedisti e Tecnici ortopedici condividono il valore del 89,7%.
Le professioni con più opportunità
Tra le 22 Professioni sanitarie analizzate, quelle con un tasso di occupazione superiore alla media nazionale dell’87,9% sono:
- Podologo (91,1%)
- Igienista dentale (90,7%)
- Fisioterapista (90%)
- Infermiere (89,7%)
- Logopedista (89,7%)
- Tecnico ortopedico (89,7%)
- Tecnico di radiologia (89,4%)
- Terapista occupazionale (89,2%)
- Tecnico di neurofisiopatologia (87,9%)
Più contenuti, invece, i dati relativi ad altre professioni, tra cui Ostetrica (81,0%), Dietista (76,5%), Assistente sanitario (73,9%) e Tecnico di fisiopatologia cardiocircolatoria (63%).
L’analisi di Mastrillo prende in considerazione anche i dati delle università suddivise per regione.
I migliori tassi occupazionali si registrano in:
- Liguria (93,2%)
- Friuli Venezia Giulia (93,1%)
- Piemonte (91,5%)
- Lombardia (91,2%)
- Veneto (89,9%)
- Toscana (89,4%)
Chiudono la graduatoria Molise (81,4%), Abruzzo (82,4%) e Campania (82,6%), pur mantenendo livelli occupazionali comunque superiori all’80%.
Un’indicazione importante per chi sceglie l’università
Secondo Mastrillo, questi dati rappresentano anche uno strumento di orientamento per i circa 500mila studenti che hanno appena concluso l’esame di maturità e che si preparano a sostenere il test di ammissione ai corsi delle Professioni sanitarie, fissato per il 16 settembre.
Per il prossimo anno accademico dovrebbero essere confermati circa 37mila posti disponibili, a fronte di circa 64 mila domande registrate lo scorso anno.
Tra i corsi più richiesti continua a spiccare Fisioterapia, con oltre sei candidati per ogni posto disponibile. Seguono Logopedia, Ostetricia e Dietistica.
Per Infermieristica, invece, il rapporto resta inferiore a un candidato per posto (0,9 domande per ciascuno dei circa 19 mila posti disponibili), un dato che conferma come la forte richiesta di infermieri nel mercato del lavoro non si traduca ancora in un analogo incremento delle iscrizioni universitarie.
Nurse 24
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