Concorso da rifare
Gli aspiranti magistrati diffidano il ministero e contestano le anomalie sui tempi di consegna e la fuga di notizie sui temi, chiedendo di annullare la fase scritta.
Dalle polemiche alle carte bollate. Dopo giorni di contestazioni sulle prove scritte del maxi concorso per 450 posti in magistratura, un gruppo di candidati si prepara adesso a depositare una diffida al ministero della Giustizia e al Consiglio superiore della magistratura chiedendo l’annullamento in autotutela dell’intera fase scritta, la sospensione immediata delle correzioni e la ripetizione delle prove.
Il documento, che in queste ore circola su varie chat, riprende le segnalazioni già emerse nei giorni successivi agli esami della Fiera di Roma. Secondo la ricostruzione contenuta nella diffida, la questione non sarebbe tanto quella di eventuali responsabilità individuali, che spetterà in caso alla procura di Roma accertare, quanto la regolarità amministrativa dell’intera procedura. I candidati sostengono che la sola possibilità che tracce o bozze siano state conoscibili prima della prova sarebbe sufficiente a compromettere la par condicio e dunque la validità della selezione. La normativa prevede che la commissione scelga i temi il giorno stesso della prova, in seduta segreta, procedendo poi all’inserimento nelle buste da sottoporre a sorteggio.
Se davvero il giorno precedente alla prova di penale erano visibili fogli contenenti argomenti poi effettivamente confluiti nelle tracce predisposte dalla commissione, si porrebbe inevitabilmente una domanda: quando sono state elaborate quelle tracce? Da quanto emerge da ricostruzioni raccolte negli ultimi giorni, per la prova di diritto civile sarebbero state avanzate oltre dieci proposte prima di arrivare alla selezione delle tre tracce inserite nel paniere finale. Tra queste vi sarebbe stata anche quella sulla transazione, poi effettivamente estratta. Anche per il diritto penale il dibattito interno alla commissione sarebbe stato particolarmente ampio. La traccia sulla bancarotta sarebbe stata inserita quasi immediatamente tra quelle destinate al sorteggio. Più articolata sarebbe stata invece la discussione su altri temi, tra cui quelli relativi alla devastazione, al saccheggio, alla strage e all’incendio, proprio gli argomenti che sarebbero poi comparsi nelle conversazioni circolate tra alcuni candidati prima della prova.
La diffida insiste sulla necessità di acquisire i verbali delle riunioni e ogni documento utile a ricostruire la catena di formazione delle tracce, così da accertare quando siano state formulate, stampate, custodite e inserite nelle buste destinate all’estrazione. Attenzione viene dedicata anche alla prova di diritto amministrativo. Nella diffida si richiama il ritardo registrato tra la chiamata del candidato incaricato del sorteggio e la successiva dettatura della traccia. Un intervallo temporale giudicato anomalo e che meriterebbe di essere chiarito.
Ma c’è anche un altro aspetto che inizia a circolare. Se la procedura dovesse essere annullata, potrebbero emergere profili di responsabilità erariale e contabile. L’eventuale ripetizione delle prove comporterebbe infatti costi significativi per l’amministrazione e non è escluso che alcuni candidati possano chiedere il rimborso delle spese sostenute per partecipare al concorso. Qualora l’annullamento fosse ricondotto a negligenze o violazioni delle regole concorsuali, potrebbero aprirsi valutazioni anche davanti alla Corte dei conti.
Nel frattempo continuano a rincorrersi le indiscrezioni. Tra gli ultimi rumors ce n’è uno particolarmente insistente: la protesta sarebbe esplosa definitivamente quando una parte dei partecipanti ha preso coscienza dell’elevato livello di difficoltà delle tracce estratte. Una circostanza che non incide sul merito delle contestazioni, ma che viene riferita da più fonti e che potrebbe allora spiegare il clima di forte tensione sviluppatosi dopo la conclusione delle prove. Tra l’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Ivan Scalfarotto (Iv), l’esposto già trasmesso alla procura di Roma e la diffida in procinto di essere notificata a ministero e Csm, questo concorso verrà sicuramente ricordato a lungo.
Giovanni Maria Jacobazzi su Il Dubbio
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