Corte dei conti, stop a riforme incostituzionali.
Critiche su carriere e accentramento requirente.
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Le osservazioni critiche contenute nel documento dell’Associazione magistrati della Corte dei conti in ordine ai decreti legislativi di attuazione della delega contenuta nella legge numero 1 del 2026, per quanto riguarda il riordinamento degli uffici di controllo e giurisdizionali, sono certamente fondate, alla luce della pronuncia popolare sul referendum che ha respinto la riforma costituzionale promossa dal governo ed approvata dalle Camere. In particolare, norme che dessero luogo alla separazione delle carriere non sarebbero consentite e confliggenti col sistema costituzionale in vigore. Le funzioni della Corte, di controllo giurisdizionale e consultive sono un presidio di legalità della gestione del patrimonio pubblico e pertanto vanno disciplinate in modo di rendere più funzionale queste delicatissime attribuzioni, che fin dall’inizio dello Stato unitario, hanno garantito l’efficienza del sistema finanziario italiano.
Va, in particolare, respinta l’ipotesi di un accentramento della funzione requirente che impedirebbe sul territorio l’approfondimento dei fatti di gestione che potrebbero dar luogo a danno erariale.
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