Tutto il potere ai magistrati: ecco il day after che gli amici del No ignorano
Il vero "contesto" di cui si parla troppo poco è quello dello strapotere delle correnti in magistratura.
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L’iniziativa che mancava, sul referendum, l’ha messa in piedi sabato scorso Riccardo Magi. In questa lunga, lacerante e fangosa campagna referendaria, Magi ha fatto una cosa semplice e rivoluzionaria: ha chiamato garantisti per il sì e garantisti per il no e li ha messi a confronto.
Naturalmente è riemerso il tema del “testo” (della riforma) e del “contesto”. È la formula felicissima che Gian Domenico Caiazza usa quando le questioni di merito vengono sommerse dalla paura delle “derive meloniane” – il famoso contesto – che in questi mesi offusca anche le menti più lucide. Hai voglia a dire che Meloni passa e l’Anm resta; niente, il timore di scenari trumpiani e orbaniani presentati come imminenti – e addirittura inevitabili in caso di vittoria del Sì – è sufficiente a chiudere ogni ragionamento.
E allora proviamo davvero a parlare di contesto. Ma non di quello evocato ogni giorno col rischio della “deriva autoritaria”, del “fascismo alle porte” e dello “smottamento istituzionale”. Proviamo a fare l’esercizio opposto: immaginiamo il famigerato contesto nel caso in cui vincano i No. Immaginiamo, dunque, che vinca l’Anm, perché nessuno potrebbe rivendicare quella vittoria politica se non l’Anm. E immaginiamo le conseguenze politiche e istituzionali di una legittimazione plebiscitaria della magistratura: una consacrazione diretta e senza più bisogno di alcuna intermediazione politica.
Ecco il contesto di cui si parla poco. Un contesto nel quale l’egemonia della magistratura – già fortissima da trent’anni – riceverebbe un sigillo ulteriore.
Sarebbe il compimento di una vecchia visione. Quella dell’ex procuratore Francesco Saverio Borrelli, coltissimo e ambiziosissimo procuratore di Milano, che parlava del nuovo secolo come del secolo dell’egemonia del potere giudiziario.
E a quel punto il cerchio sarebbe davvero chiuso. Perché quella storia è iniziata con Tangentopoli, quando una classe politica fu liquidata per via giudiziaria, e si chiuderebbe con la consacrazione finale: tutto il potere alla magistratura. Ecco il vero “contesto” di cui aver paura.
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