MATTARELLA AL CSM «RISPETTO RECIPROCO TRA LE ISTITUZIONI»
Il Presidente della Repubblica presiede il Plenum in un clima teso e invita a mantenere equilibrio dopo le polemiche tra Nordio, Gratteri e correnti del Consiglio.
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Nel pieno delle tensioni tra politica e magistratura, il Presidente della Repubblica rompe la consuetudine e interviene direttamente al Plenum del Consiglio superiore della magistratura. Una presenza non ordinaria, spiegata dallo stesso Sergio Mattarella con l’esigenza di riaffermare il ruolo costituzionale del Csm e il rispetto tra istituzioni.
La presenza al Plenum del Csm
Aprendo i lavori, il Capo dello Stato ha chiarito subito il senso della sua partecipazione: «Prima di dare la parola al relatore vorrei aggiungere che sono consapevole che non è consueta la presenza del Presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio, che per quanto mi riguarda non si è mai verificata in 11 anni».
Una scelta legata a una precisa volontà istituzionale. «Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm», ha aggiunto Mattarella, sottolineando anche «l’intendimento di ribadire il rispetto e manifestare particolarmente da parte delle altre istituzioni nei confronti di questa istituzione».
L’appello al rispetto reciproco
Nel suo intervento, il Presidente ha riconosciuto che anche il Csm, come ogni organo dello Stato, non è immune da criticità. «L’istituzione non è esente da difetti, alcuni errori nei suoi confronti non sono ovviamente precluse critiche, come del resto si registrano difetti e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre istituzioni della Repubblica», ha osservato.
Il richiamo si estende a tutti i poteri dello Stato, senza distinzioni: legislativo, esecutivo e giudiziario. Un messaggio di equilibrio che arriva in una fase segnata da polemiche incrociate e tensioni pubbliche.
Il contesto delle polemiche
L’intervento arriva infatti dopo settimane di scontri duri tra il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il procuratore Nicola Gratteri e alcune correnti del Csm. Un clima che ha alimentato il confronto tra politica e magistratura, riaprendo il dibattito sui rapporti tra i poteri dello Stato.
Proprio in questo quadro, Mattarella ha insistito sulla necessità di mantenere la sede del Consiglio lontana da contrapposizioni improprie. «In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica», ha affermato.
L’invito finale del Capo dello Stato
Chiudendo il suo intervento, il Presidente della Repubblica ha formulato un appello netto, rivolto a tutte le istituzioni. «Più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio, come Presidente della Repubblica avverto la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione a rispetto vicendevole in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, nell’interesse della Repubblica».
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