Anno: XXVIII - Numero 32    
Venerdì 13 Febbraio 2026 ore 15:00
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Così il Csm in mano alle correnti difende l'indifendibile Gratteri

Un manipolo di togati difende la libertà di insulto del procuratore. È la prova di un Csm ridotto a bivacco delle correnti dell'Anm.

Così il Csm in mano alle correnti difende l'indifendibile Gratteri

 

Per chi avesse qualche dubbio sull’inquinamento correntizio del Csm, può andarsi a rileggere la nota con cui ben 18 consiglieri Csm hanno difeso la gaffe, per così dire, del procuratore Nicola Gratteri che aveva descritto gli elettori del Sì come mafiosi, massoni deviati e criminali di varia specie. E così, il frontman del No al Referendum, l’icona dell’Anm, ha incassato la protezione dei togati del Csm che, come un sol uomo, hanno schermato la libertà di insulto da parte del procuratore.

Ma qualcuno, oggi, fa notare che il ruolo dei consiglieri Csm, un organo costituzionale, non è propriamente quello di far quadrato intorno all’uomo che bivacca su tv e giornali per spiegare le ragioni del No.

“Il documento sottoscritto dalla maggioranza dei componenti del Csm a difesa della libertà di pensiero del Procuratore Gratteri infrange l’ennesimo tabù di sistema al cospetto del referendum”, spiegano Natalia Ceccarelli e Andrea Reale, rappresentanti di Articolo Centouno presso il Comitato direttivo centrale Anm parlando del documento come di ”un pernicioso precedente”’. ”La discesa in campo in favore di dichiarazioni rilasciate da un magistrato nel corso di una intervista, aventi ad oggetto giudizi opachi sull’identikit dei votanti, oltre ad essere una novità assoluta nel panorama delle competenze consiliari, appare una gratuita interferenza rispetto all’esercizio del diritto di voto degli italiani, avallando pregiudizi evocativi di poteri criminali e massonici in relazione all’imminente referendum – concludono – Riteniamo quel documento un pernicioso precedente, che imbarazzerà il Capo dello Stato e tutti i magistrati che rivendicano il diritto di esprimere liberamente la loro adesione alla legge di revisione costituzionale”.

Ancora più schietto il ministro Carlio Nordio: “Nel suo documento sul caso Gratteri il Csm è riuscito a comprimere il massimo numero di espressioni contorte nella minima credibilità del loro contenuto”.

Da Il Dubbio

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