Anm-Ssm, lo strappo rimane. E tra le toghe avanza il partito della linea dura
Lo scontro sulla formazione resta aperto e riaccende le tensioni tra le correnti in vista del rinnovo del Consiglio superiore.
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Tre ore di confronto a porte chiuse non sono bastate a ricucire la frattura. Il primo faccia a faccia tra la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati e il Comitato direttivo della Scuola superiore della magistratura si è concluso senza un vero riavvicinamento. Lo certificano i due comunicati diffusi ieri, che restituiscono letture quasi opposte dello stesso incontro, confermando quanto anticipato dal Dubbio. Ma dietro la diplomazia istituzionale il confronto avrebbe lasciato anche qualche strascico all’interno dell’Anm, dove un esponente di Area avrebbe contestato la linea seguita dal presidente Giuseppe Tango e dalla Giunta nei confronti della Scuola.
Secondo quanto appreso, nelle ore successive all’incontro si sarebbe acceso un breve confronto all’interno dell’associazione. A criticare la gestione della vicenda sarebbe stato, appunto, un esponente di Area, che avrebbe giudicato la linea della Giunta poco tempestiva, eccessivamente prudente e troppo morbida sul piano della comunicazione. Una presa di posizione che, sempre secondo la ricostruzione raccolta, sarebbe stata rapidamente ridimensionata, con l’invito a rinviare il confronto alla riunione del Comitato direttivo centrale prevista per sabato. La critica richiama, peraltro, quella formulata nei giorni scorsi dal segretario di Area, Giovanni Zaccaro, che in un’intervista al Dubbio aveva definito Tango «un amico, ma mi pare abbia perso lo smalto dei tempi referendari. A volte mi pare voglia chiedere scusa di avere vinto il referendum e cerchi di piacere e rassicurare».
Secondo chi conosce da vicino le dinamiche dell’associazionismo giudiziario, si tratterebbe di una fisiologica dialettica interna che si inserisce nella competizione che accompagna il percorso verso il prossimo rinnovo del Csm. Ed è proprio per questo che il confronto sulla Scuola, in altre stagioni molto meno problematico, continua a riflettere gli equilibri tra le principali correnti della magistratura associata, in particolare tra Area e Magistratura indipendente, ai blocchi di partenza per il ritorno alle urne.
Dopo ventiquattr’ore di silenzio – anche per effetto dell’impegno reciproco a mantenere riservato il contenuto del faccia a faccia – sono arrivati i comunicati ufficiali. Quello dell’Anm, pur mantenendo toni misurati, contiene una critica netta alla Scuola: «Le criticità sollevate dall’Assemblea generale restano da superare». La Giunta ribadisce così le richieste già formulate a maggio: maggiore trasparenza dell’attività della Scuola, conoscibilità dei verbali del Comitato direttivo, ampliamento della platea dei relatori e più ampia diffusione delle valutazioni espresse dai partecipanti ai corsi. Richieste motivate dalla convinzione che «processi decisionali trasparenti, pluralismo culturale e apertura al confronto» rafforzino «l’indipendenza della giurisdizione» e alimentino «la fiducia dei cittadini nella giustizia». Per l’Anm, infatti, dalla qualità della formazione della magistratura, dalla trasparenza dei processi decisionali e dall’autonomia della Scuola dipendono anche la credibilità della giurisdizione e la solidità dello Stato di diritto.
Il riferimento principale resta quello ai verbali del Comitato direttivo. Atti che, in realtà, non erano mai stati pubblicati nemmeno dalle precedenti gestioni della Scuola, nonostante il regolamento ne prevedesse la conoscibilità. L’attuale Comitato direttivo, guidato da Mauro Paladini, è stato il primo a dare seguito alla (inedita) richiesta avanzata da oltre duecento magistrati, pubblicando il verbale relativo alla sua elezione, ma con alcuni omissis giustificati dalla necessità di tutelare dati personali e informazioni sensibili. Proprio mercoledì il Comitato ha deliberato di chiedere un parere al Garante della Privacy e all’Anac per definire criteri certi che consentano di pubblicare i verbali nel rispetto della normativa vigente. Un altro punto di attrito riguarda la rotazione dei relatori nei corsi di formazione, rispetto alla quale Paladini avrebbe proposto di ridurre il numero massimo degli incarichi conferibili.
Spiegazioni che, secondo la Giunta dell’Anm, non sono ancora sufficienti. «Le risposte ricevute nel corso dell’incontro – si legge nella nota – non hanno ancora allo stato consentito di superare le criticità evidenziate dall’Assemblea generale». Una valutazione alla quale il Comitato direttivo della Scuola ha replicato a stretto giro con una lettura diametralmente opposta. Sul tema della formazione, si legge nel comunicato, la Scuola «ha sollecitato proposte e rappresentato l’elevato livello di soddisfazione dei magistrati nella valutazione dei corsi». Quanto ai rilievi formulati dalla Giunta, questi vengono definiti «generici e privi di riscontri», ricordando che nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche i dati relativi alla rotazione degli incarichi di tutoraggio e di docenza nella formazione iniziale. Paladini, inoltre, ha ribadito che la Scuola «procede nel pieno e rigoroso rispetto delle norme sulla privacy e sulla trasparenza». Una girandola di accuse e repliche che rivela il profilo lottizzatorio che avvelena la Ssm.
Su un punto, tuttavia, le due istituzioni si ritrovano. Entrambe riconoscono che il dialogo dovrà proseguire. La Scuola sottolinea che quello di mercoledì era il primo incontro ufficiale, voluto proprio dal Comitato direttivo, per aprire un confronto stabile con l’associazione. L’Anm auspica invece che si tratti «solo del primo passo di un percorso» capace di superare le divergenze attuali. Il prossimo banco di prova sarà il Comitato direttivo centrale di sabato, dove potrebbe tornare anche il confronto interno all’associazione. Perché, al di lÁ della disputa sui verbali e sulla trasparenza, la partita continua a riguardare il futuro equilibrio culturale della formazione della magistratura e, con esso, gli assetti dell’associazionismo giudiziario in vista dei prossimi appuntamenti elettorali per il Csm.

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