Sogno di un decreto di mezz’estate
Pubblicato il DM n° 114/2026, intitolato “Regolamento recante ulteriori modifiche al decreto 29 dicembre n. 217 in materia di processo penale telematico».
In evidenza
È stato nottetempo pubblicato il DM n° 114/2026, questa volta intitolato “Regolamento recante ulteriori
modifiche al decreto 29 dicembre n. 217 in materia di processo penale telematico».
Si tratta di un articolato composto di 2 soli articoli, che apporta ulteriori aggiustamenti alla road map
già tracciata dall’originario DM n° 217/2023, corretta una prima volta dal DM n° 206/2024 e poi dal
DM n° 206/2025.
La “filosofia” ispiratrice la si rinviene nella Relazione illustrativa che prende atto delle indicazioni
provenienti dal DIT circa la necessità di “accompagnare in modo consapevole gli uffici giudiziari nel
passaggio al digitale…” in modo da garantire “il consolidamento del sistema, stabilizzazione dei flussi e
completamento delle componenti mancanti”; in altre parole, quella che UCPI ha da sempre definito
necessaria pedagogia e metabolizzazione del novum da parte di tutti gli utenti, specialmente gli
“interni”.
Come sempre, gli interventi riguardano l’art. 3.
In particolare, la deroga all’obbligo di deposito telematico -per i soli soggetti abilitati interni- in
relazione agli “atti, documenti e richieste relativi alle intercettazioni di comunicazioni telefoniche,
informatiche o telematiche, nonché tra presenti”, contenuta nel comma 3-bis, viene prorogata sino al
31/12/2026.
Con la modifica dei commi 5 e 6 viene, quindi, rimodulata la tempistica dei successivi step di entrata in
vigore dell’obbligo di deposito telematico.
Nel dettaglio, il deposito di atti, documenti, richieste e memorie da parte dei soggetti abilitati interni ed
esterni avrà luogo esclusivamente con modalità telematiche:
- a) dal 1/7/2027 verso Corte di appello e Procura generale presso la Corte di appello, con esclusione
dei procedimenti assegnati alla sezione della Corte d’appello per i minorenni nonchè di quelli
relativi ai procedimenti di Riparazione per l’ingiusta detenzione, Rimedi per l’esecuzione delle
decisioni della corte europea dei diritti dell’uomo, Revisione, Esecuzione, Rapporti giurisdizionali
con autorità straniere, Misure di prevenzione, MAE e procedure di consegna tra Stati membri;
- b) dal 1/1/2028 verso Ufficio del giudice di pace, Corte di cassazione e Procura generale presso la
Corte di cassazione sempre con l’esclusione di quelli relativi ai procedimenti di Riparazione per
l’ingiusta detenzione, Rimedi per l’esecuzione delle decisioni della corte europea dei diritti
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dell’uomo, Revisione, Esecuzione, Rapporti giurisdizionali con autorità straniere, Misure di
prevenzione, MAE e procedure di consegna tra Stati membri;
- c) dal 1/1/2029 verso il tribunale per i minorenni e procura della Repubblica presso il tribunale per i
minorenni;
- d) dal 1/1/2030 verso il tribunale di sorveglianza.
Il nuovo comma 5-bis si occupa di stabilire la data in cui diverrà obbligatorio il deposito con modalità
telematiche nei procedimenti:
- a) di impugnazione avverso i provvedimenti del giudice di pace (1/1/2028);
- b) assegnati alla sezione della Corte d’appello per i minorenni (1/1/2029);
- c) relativi alla fase di esecuzione (1/7/2029);
- d) di Riparazione per l’ingiusta detenzione, Rimedi per l’esecuzione delle decisioni della corte
europea dei diritti dell’uomo, Revisione, Esecuzione, Rapporti giurisdizionali con autorità
straniere, Misure di prevenzione, MAE e procedure di consegna tra Stati membri (1/7/2030).
Il comma 6 mantiene valida la possibilità per i soggetti abilitati esterni, fino all’entrata in vigore
dell’obbligo (30/6/2027) di depositare telematicamente verso gli uffici di Corte di appello e Procura
generale presso la Corte di appello (lett. a) e (31/12/2027) Ufficio del giudice di pace cui si aggiungono
Corte di cassazione e Procura generale presso la Corte di cassazione (lett. b); questa facoltà consente di
proseguire la sperimentazione anche verso gli uffici ancora non coperti da obblighi.
L’auspicato imminente rilascio del PDP 2.0 dovrebbe, finalmente, consentire ai difensori di iniziare ad
accedere ai fascicoli informatici dando concretezza alla novità di maggior rilievo del 2026.
L’Unione manterrà fermo il suo impegno nel monitoraggio della corretta applicazione -sia pratica che
giurisprudenziale- dei principi del “giusto processo telematico”, nel favorire e sostenere l’attività di
formazione dell’avvocatura penalista e nello sviluppo ulteriore dell’interlocuzione con il Ministero,
sinora dimostratasi indispensabile per la pronta e condivisa soluzione delle criticità nell’utilizzo degli
strumenti operativi.
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