Incardinato in Senato il ddl Delrio
Dal 13 gennaio audizioni in Commissione. Si ragiona su testo base o comitato ristretto.
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Il disegno di legge di Graziano Delrio sull’antisemitismo, che ha diviso nei mesi scorsi Pd e centrosinistra, ha iniziato il proprio iter parlamentar con l’incardinamento in commissione Affari costituzionali del Senato.
Sarà congiunto ad altre tre proposte già depositate, e dove ne potrebbero arrivare altrettante.
Quello che nella seduta è emerso in modo palese, sono due diversi atteggiamenti, tra chi chiede di procedere rapidamente con una legge, come Fi o Iv, e chi chiede un approfondimento data la delicatezza della materia, come il Pd o meglio la maggioranza interna dei Dem. In Commissione la relatrice Daisy Pirovano (Lega) ha illustrato la proposta di Delrio, come nelle settimane precedenti a Natale aveva fatto con altre 3 proposte presentate da Massimiliano Romeo (Lega), Ivan Scalfarotto (Iv) e Maurizio Gasparri (Fi). Il prossimo passaggio sarà la conclusione delle audizioni il 13 gennaio, quando verranno ascoltati gli ultimi 6 esperti dopo i quattro auditi in precedenza (il prof Simone Oggionni, Emanuele Fiano, la professoressa Anna Foa e il professor Nicola Perugini). Fin qui l’accordo.
Su come proseguire nel confronto sono emersi i due diversi approcci. Quando su una tematica ci sono più disegni di legge, la Commissione può procedere in due modi: o adottare uno dei ddl come testo base e andare avanti con gli emendamenti; oppure dar vita a un comitato ristretto che rediga un testo unificato per proseguire solo dopo con gli emendamenti. Pirovano ha sottolineato che nel primo modo si andrebbe avanti più velocemente, mentre col secondo si procederebbe più lentamente, seppur raggiungendo intese politiche più solide al momento degli emendamenti (infatti il comitato ristretto redige il testo unificato all’unanimità).
Sia Gasparri sia Scalfarotto hanno dichiarato di preferire la prima via, quella più rapida dell’adozione di un testo base e della successiva presentazione degli emendamenti; il capogruppo del Pd Andrea Giorgis ha invece detto di preferire la via del comitato ristretto. In più Giorgis ha chiesto che altre audizioni vengano effettuate. E che, visto il probabile arrivo di altri provvedimenti in materia (uno “ufficiale” dello stesso Giorgis, uno di M5s ed uno di Maria Stella Gelmini (Nm), le persone già audite vengano riascoltate sulle nuove proposte. Semmai, ha obiettato il presidente della commissione Alberto Balboni, si puo’ chiedere a tutti gli esperti già ascoltati “una integrazione scritta con il parere sugli altri disegni di legge”.
Anche perché nelle audizioni gli esperti “non parlano sui singoli disegni di legge ma sui principi e sulle linee guida”. Col fronte di chi vuole accelerare anche Delrio (“è questo il momento di dare un segnale”, dice), i riformisti del Pd, Azione con Marco Lombardi e il gruppo delle Autonomie, con Luigi Spagnolli, anch’egli firmatario del disegno di legge presentato dal senatore Dem. Scalfarotto auspica il via libera della commissione entro il 27 gennaio, Giornata della memoria delle vittime dell’Olocausto; Gasparri ha detto di non avere “la sindrome della data” ma di puntare comunque a “una rapida approvazione della legge, senza dilazioni. Così staniamo chi non la vuole”, chiarisce.
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