lly Schlein, pensione ai migranti senza anzianità contributiva
Se come diceva Ennio Flaiano «il peggio che può capitare a un genio è di essere incompreso» allora Elly Schlein deve vivere di frustrazioni.
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Il suo piano su migrazioni, accoglienza e pensioni è geniale ma non se l’è filato nessuno. E non sono i 7 punti presentati lunedì al Nazareno (riforma del Regolamento di Dublino, missione Mare Nostrum eccetera), ma i 7 che aveva già sottoscritto sotto forma di proposta di legge il 13 ottobre 2022 prima seduta del nuovo parlamento – e che Libero ha ripescato e offre ai lettori. Oltre alla segretaria Dem la lista dei proponenti comprende Laura Boldrini, Debora Serracchiani, Giovanni Cuperlo, Marco Furfaro, Giuseppe Provenzano. Primo firmatario il capo di +Europa, Riccardo Magi. La sintesi della proposta di legge è che la sinistra vuole concedere il permesso di soggiorno e la pensione a tutti i migranti che sbarcano in Italia. Esageriamo? Giudicate voi. La base della proposta di legge è l’«abolizione del reato di clandestinità», e qui non c’è da spiegare nulla. Poi, dicevamo, c’è la straordinaria pensata di dare la pensione ai migranti, e ci arriviamo. Procediamo con ordine.
SANATORIA – Il punto numero 2 del pamphlet Dem è all’articolo 22-quater: «Col permesso di soggiorno per comprovata integrazione», com-pro-va-ta integrazione – «si prevede la regolarizzazione dei migranti irregolari compresi i richiedenti asilo ai quali è stata respinta la richiesta di protezione internazionale (una sanatoria a confronto è nulla, ndr) che dimostrino di essere radicati e integrati nel tessuto civile, sociale e ordinamentale del nostro Paese, condizione desumibile da elementi quali l’immediata disponibilità al lavoro, il grado di conoscenza della lingua italiana, la frequentazione di corsi di formazione professionale, legami familiari o altre circostanze di fatto (altre ancora? E quali? Boh, ndr) o comportamenti idonei a dimostrare un legame stabile col territorio in cui vivono».
Certo, il permesso di soggiorno «per comprovata integrazione» – durata 2 anni, rinnovabili – verrebbe dato solo «in assenza di procedimenti penali per reati gravi», e grazie. Ma quali sono quelli gravi? E quelli lievi? Lo spaccio in quale categoria rientra? Andiamo avanti.
L’immigrato arrivato clandestinamente ancora non ha un lavoro? Fa niente (punto 3), perché sì, «il permesso provvisorio di soggiorno non viene rinnovato» nel caso l’extracomunitario non lavori, ma viene comunque concesso se «lo straniero dimostra di essersi registrato come disoccupato e se ha reso l’immediata disponibilità allo svolgimento dell’attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate col centro dell’impiego». Insomma, basta fingere buona volontà. Nel frattempo l’irregolare chi lo controlla? Altro punto geniale (e siamo a 4), articolo 3 comma b: tu, amico extracomunitario, non hai un impiego? Rilassati, ci sono il Pd e +Europa! È sufficiente «una dichiarazione autografa da cui risulti l’impegno a rimpatriare in caso di mancata stipulazione di un contratto di lavoro entro il termine di durata del permesso di soggiorno». L’autocertificazione: quanto ci mancava! Massì: l’irregolare tornerà sua sponte in patria, un po’ di fiducia! Al lavoro ci torniamo subito. La pensione è fondamentale, altroché.
Il disegno di legge “Magi-Schlein-Boldrini e compagni” (quinto pilastro) «prevede che il lavoratore straniero che lasci l’Italia conservi i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati e possa goderne- attenzione-attenzione – anche in deroga al requisito dell’anzianità contributiva minima di vent’anni». E gli italiani? Mangino brioche. E d’altronde il Pd lo dice da tempo, sono e saranno gli immigrati a pagarci le pensioni, su cui loro – nell’Italia della Schlein non dovrebbero pagare i contributi. Le “risorse” della Boldrini.
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