Finanziamenti ad Hamas, la Cassazione impone verifiche sulle fonti aperte
Annullate con rinvio le ordinanze del Riesame di Genova: per la difesa servono elementi utilizzabili e attendibili.
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La Cassazione interviene sull’inchiesta genovese sui presunti finanziamenti ad Hamas e impone un nuovo esame sulle fonti utilizzate per sostenere il quadro cautelare. La Quinta sezione penale, accogliendo uno dei motivi di ricorso sollevati dalle difese, ha annullato con rinvio le ordinanze del Tribunale del riesame di Genova relative alla custodia cautelare degli indagati.
Al centro del procedimento ci sono il presidente dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun, Ràed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji, tutti in carcere con l’accusa di avere finanziato Hamas. Sono coinvolti anche Raed Al Salahat, già scarcerato dal Riesame di Genova e difeso dagli avvocati Samuele Zucchini ed Emanuele Tambuscio, e Khalil Abu Deiah, legale rappresentante dell’associazione La Cupola d’Oro.
La difesa: «Fonti aperte indeterminate inutilizzabili»
Il collegio difensivo legge la decisione della Suprema Corte come un richiamo netto al principio secondo cui il giudice può fondare la propria decisione soltanto su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata.
«La Corte ha in sostanza affermato che il giudice può fondare la decisione solo su materiale acquisito in contraddittorio e di provenienza accertata: le “fonti aperte” indeterminate, prive di indicazione dell’origine e di vaglio di attendibilità, non equivalgono al “fatto notorio” e sono inutilizzabili (al pari del materiale proveniente dai servizi israeliani). La mancata specificazione della fonte e della sua qualità ed attendibilità ne preclude l’utilizzabilità», affermano gli avvocati.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto il merito delle accuse, ma la qualità processuale degli elementi posti alla base della misura cautelare. Per la difesa, non possono bastare informazioni generiche, non tracciate o prive di verifica sull’attendibilità della fonte.
Inammissibile il ricorso della Procura
Contestualmente, la Cassazione ha depositato anche le motivazioni con cui ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura, che insisteva per l’utilizzabilità del materiale di provenienza bellica.
Secondo quanto riferito dai legali, la Suprema Corte ha ritenuto che le obiezioni dell’ufficio ricorrente fossero rivolte, nel complesso, a sollecitare una rivisitazione del compendio indiziario non consentita in sede di legittimità. La Corte avrebbe inoltre rilevato il mancato rispetto del vincolo di autosufficienza in caso di dedotto travisamento probatorio, con riferimento alla mancata allegazione della prova delle evidenze riguardanti la veicolazione delle risorse all’estero fino a febbraio 2025.
Il nuovo esame del Riesame di Genova
Secondo le difese, il Tribunale del riesame sarà ora chiamato a rivedere l’intero thema probandum. Dovrà selezionare provenienza, portata e attendibilità delle fonti aperte e, nel caso in cui queste vengano meno, verificare se restino altri elementi autonomi e utilizzabili sufficienti a sostenere la decisione cautelare.
Il nuovo esame dovrà riguardare anche la rispondenza delle attività delle associazioni agli elementi costitutivi del reato e la consapevolezza, da parte degli indagati, delle finalità anche terroristiche dei finanziamenti contestati.
Dovrà inoltre essere chiarito se i fondi transitino effettivamente per Hamas, se Hamas debba essere considerato movimento con scopi in tutto o in parte terroristici nel perimetro rilevante per il procedimento e quale sia la reale natura delle charities richiamate negli atti.
«Servirà una motivazione molto stringente»
Per il collegio difensivo, il passaggio davanti al Riesame non potrà risolversi in una conferma automatica del precedente impianto. La nuova motivazione, sostengono gli avvocati, dovrà essere ancorata a elementi processualmente utilizzabili, di provenienza accertata e attendibili.
«Le difese rilevano che al Tribunale del riesame sarà dunque richiesta una motivazione molto stringente, ancorata a elementi processualmente utilizzabili, di provenienza accertata ed attendibili, senza presunzioni né scorciatoie argomentative», si legge nella nota firmata dagli avvocati Nicola Canestrini, Sandro Clementi, Angela Ferravante, Fausto Gianelli, Elisa Marino, Gloria Ninci, Gilberto Pagani, Pier Francesco Poli, Marina Prosperi, Federico Riboldi, Dario Rossi, Flavio Rossi Albertini, Nabil Ryah, Giuseppe Sambataro, Fabio Sommovigo, Emanuele Tambuscio, Gianluca Vitale e Samuele Zucchini.
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