Referendum sulla giustizia, quale sarà il quesito sulla scheda
Il quesito sulla scheda e le prossime tappe verso il voto.
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La Corte di cassazione ha ufficialmente autorizzato lo svolgimento del referendum confermativo sulla riforma della giustizia, dopo aver valutato e ammesso quattro richieste presentate da deputati e senatori di diversi schieramenti politici all’inizio di novembre. L’Ufficio centrale per il referendum, istituito presso la Suprema Corte, ha infatti stabilito che tutte le istanze rispettano pienamente i requisiti previsti dall’articolo 138 della Costituzione e dalla legge 352 del 1970.
Secondo il provvedimento, ogni richiesta è stata sostenuta da un numero di parlamentari pari almeno a un quinto dei componenti della rispettiva Camera: cioè almeno 80 dei 400 deputati e almeno 41 dei 205 senatori, inclusi i cinque senatori a vita. Accertata la piena conformità normativa, la Cassazione ha quindi approvato il testo del quesito che comparirà sulla scheda della consultazione.
Il quesito destinato agli elettori sarà formulato in modo da chiedere se approvare la legge costituzionale riguardante le “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, già approvata dal Parlamento e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025.
Poiché si tratta di un referendum confermativo e non abrogativo, non è necessario l’intervento della Corte Costituzionale per valutarne l’ammissibilità. Restano comunque possibili nuove richieste di referendum entro tre mesi dall’approvazione della legge. La decisione finale sulla data del voto spetterà al Presidente della Repubblica, che procederà su proposta del Consiglio dei ministri.
La consultazione dovrà essere fissata tra il 50º e il 70º giorno successivo al decreto di indizione. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha anticipato che il referendum potrebbe svolgersi tra marzo e aprile del 2026.
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