Le bici non possono essere legate a pali, cancellate o strutture pubbliche.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato confermando una sentenza del Tar.
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Una decisione destinata a far discutere e a preoccupare migliaia di ciclisti italiani. Con la sentenza n. 7353/2025, depositata il 17 settembre, il Consiglio di Stato ha stabilito che i Comuni possono multare chi lega biciclette o motocicli a pali, cancellate o altre strutture pubbliche non autorizzate. La motivazione ufficiale è la tutela del decoro urbano, ma le sanzioni previste lasciano molti perplessi: da 75 a 500 euro, con un’aggiunta fino a 300 euro se l’infrazione avviene in aree di pregio storico o artistico. In pratica, un ciclista potrebbe trovarsi a pagare fino a 800 euro per aver legato la propria bici nel posto “sbagliato”, spesso per mancanza di alternative sicure. Il caso nasce da un ricorso della Fiab di Cagliari contro il regolamento comunale del capoluogo sardo, ma la decisione del Consiglio di Stato — che ha confermato quanto già deciso dal Tar — avrà ripercussioni in tutta Italia.
Altra criticità della sentenza è che la decisione sia stata assunta dando particolare importanza al decoro urbano quando forse, anche per tutelare i cittadini, sarebbe stato meglio concentrarsi sui problemi di mobilità.
I problemi connessi al traffico congestionato, anche in termini di inquinamento, sono ben noti e di sicuro incentivare, come accade soprattutto in alcune città italiane, l’utilizzo della bicicletta sarebbe estremamente positivo.
Tuttavia per ottenere un risultato utile per l’intera comunità e non solo, non basta implementare le piste ciclabili ma sarebbe opportuno verificare dove vi è reale necessità delle stesse e comprendere come realizzarle senza creare maggiore intralcio alla circolazione dei veicoli e col rischio di mettere in pericolo i ciclisti, non basta ipotizzare dei bonus per l’acquisto delle bici ma sarebbe necessario rendere facile utilizzare le stesse creando, appunto, piste ciclabili sicure e aumentare la facilità di parcheggio”.
Sara Astorino, legale, consulente Aduc
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